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Calendar Story
testo di
Italo Cassa - liberamente tratta dai disegni del
"Calendario Multicolorato per la Pace 2009"
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Il viaggio comincio una mattina…
I ragazzi erano già tutti pronti, mentre la
Mongolfiera spingeva in alto, facendo forza
sui picchetti a cui era ancorata.
Finalmente fummo tutti pronti e… in un
attimo eravamo già in alto, sopra il Regno
di Farbollandia, dove tutti quanti sono
allegri e giocosi.
Era la nostra prima esperienza e io prendevo
meticolosamente gli appunti di viaggio, nel
mio “diario”, che avrei poi condiviso, al
nostro ritorno, con tutti i miei amici.
Eravamo veramente felici, andavamo a
scoprire un nuovo Mondo, una Terra
sconosciuta di cui tanti esploratori ci
avevano parlato ma di cui nessuno sapeva
nulla. |
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Ad un certo punto, mentre eravamo
ormai sopra il mare, avvistammo una barca…
Era una barca tutta di legno antico, con
tanti lenzuoli di diversi colori.
Portava degli animali enormi, e i delfini
facevano come una danza intorno ad essa,
saltando dall’acqua.
Una colomba bianca volava nel cielo e gli
omini dell’equipaggio ci salutavano festosi.
Ci avvicinammo prudenti…
Urlai a uno degli omini:
“Chi siete? Dove
state andando?”
Lui urlò a sua volta: “Questa è l’Arca
della Pace che porta in giro tutte le
identità locali, di ogni paese, che qui da
noi chiamiamo BANDIERE”
Ma il dialogo si interruppe perché un colpo
di vento ci portò di nuovo in alto… sempre
più in alto… |
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La mattina dopo arrivammo in una Terra che
dall’alto ci apparve come la gamba di una
persona, con uno stivale.
Con il binocolo potemmo vedere tutte le
Città e tante persone mascherate e allegre.
Chissà che cosa festeggiavano…
Come sarebbe bello fare anche noi festa con
loro…
Ma il vento ci impediva di scendere e non
potemmo che salutare tutti quegli strani
personaggi mascherati e contenti… |
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La mattina dopo riuscimmo finalmente a
toccare Terra.
Fissammo bene la Mongolfiera e decidemmo di
esplorare quello strano luogo.
Io e Joe andammo verso nord, mentre
Giuseppe, Maria e Veronica, andarono,
insieme anche a Paola, nella direzione
opposta.
Camminando, camminando… ci trovammo in un
praticello dov’erano dei fiori.
Improvvisamente iniziò a piovere e ci
rifugiammo sotto quelle piante.
Una voce urlò:
“Ahia!!! Non mi
pestare!!!”
“Chi
è che parla!”
Dissi io un po’
spaventata.
Non avevo visto nessuno nelle vicinanze…
“Siamo
noi, siamo le piccole piante
dell’arcobaleno”. |
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Io e Joe facemmo un salto indietro,
andando a finire proprio dentro una pozza
d’acqua con fango.
“Come
sarebbe a dire che siete le piante
dell’arcobaleno?”
dissi, uscendo da
quella pozza, e cercando di nascondere un
po’ di vergogna.
“Siamo le piante portate qui da una Terra
lontana, dalla Colomba della Pace e dalla
Farfalla della Gioia.
Siamo qui per
ricordare a tutti i bambini che anche quando
ci sono tensioni, o momenti di tristezza,
c’è sempre qualcuno che pensa a noi, che non
ci dimentica”.
“A che bello! Siamo proprio felici di
avervi incontrate!”.
E continuammo a camminare perché nel
frattempo era smesso di piovere ed era
apparso un bellissimo Arcobaleno. |
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Dopo un po’ incontrammo un campo tutto
brullo…
Al centro di esso c’era un albero
stranissimo, non ne avevamo mai visto uno
uguale!
Ci avvicinammo e cercammo di capire che
albero fosse…
Era strano, aveva una forma
astratta…
Sembrava quasi che i suoi rami volessero
dire qualcosa…
ma non riuscivo a capire le
parole!
Mentre eravamo lì ad osservarlo ecco… si
sentì una musica…
era un ritornello allegro
e una voce cantava Pace, Peace, Love, Amici…
Fummo come travolti da questa melodia e
rimanemmo lì per diverso tempo, come
incantati... |
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Si era fatto ormai tardi e dovevamo
tornare al nostro “rendez vous” con gli
altri bambini, alla Mongolfiera.
Affrettammo il passo…
Ecco però incontrammo un altro albero.
Era un albero ancora più strano di quello
precedente.
Era tutto colorato e sopra di esso volavano
tante farfalle, di tutti i colori.
“Ei voi! Spicciatevi! I vostri amici vi
stanno aspettando e sono anche un po’ in
ansia.
Io da qui li vedo bene,
salutatemeli!”
“Si va bene, molte grazie!”
Risposi a
quell’albero così gentile.
Tornammo alla nostra Mongolfiera e avevamo
tante cose da raccontarci quella sera... |
continua
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