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CANTASTORIE

Cantastorie

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Il cantastorie è una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura popolare, che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia, antica, spesso in una nuova rielaborazione, o riferita a fatti e avvenimenti contemporanei.

I cantastorie spesso si aiutavano con la raffigurazione delle principali scene descritte. La loro opera veniva remunerata con le offerte degli spettatori oppure con la vendita di copie delle storie.

La tradizione deriva da lontani precedenti, quali gli aedi e rapsodi greci e i giullari, menestrelli, trovatori o trovieri del medioevo francese e nella scuola poetica siciliana. Simili figure sono presenti anche nella cultura islamica, indiana e africana.

A partire dal XIV secolo si allontanarono dalla letteratura più colta e contribuirono a diffondere in dialetto le gesta dei paladini carolingi della chanson de geste, argomento anche dell'opera dei pupi. Ebbero la massima fioritura nella Sicilia del XVII secolo e furono appoggiati dalla Chiesa con lo scopo di diffondere presso il popolo le storie dei santi e della Bibbia. Nel 1661 a Palermo i Gesuiti avevano costituito la congregazione degli "Orbi", cantori ciechi, a cui veniva insegnato a suonare uno strumento e che erano legati a temi esclusivamente religiosi sotto il controllo ecclesiastico.



I cantastorie oggi

I moderni cantastorie sono artisti, scrittori, poeti, musicisti, illustratori, clown, giocolieri, artisti di strada in genere... ma anche "educatori sociali" che si rivolgono ai bambini e, attraverso loro, a tutti quanti.

Raccontano favole, storie meravigliose, filastrocche... attraverso la rima che bacia i cuori e li fa sorridere, aprendo un arcobaleno di speranza!

I cantastorie  raccontano la pace che si può costruire iniziando a disegnarla in una storia.