Cirque nouveau
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Il Cirque nouveau ("circo nuovo" in
francese) è la concezione moderna dell'arte
circense.
Con la progressiva perdita di popolarità del circo tradizionale che sembra avviato ad un lento ma inarrestabile declino, viene a crearsi l’esigenza di dare alle nuove generazioni di artisti una formazione moderna, più vasta e completa, altamente specializzata, capace quindi di rinnovarlo e rilanciarlo. Nascono così un po’ ovunque (a partire dalla Russia in cui il circo è istituzionalizzato dal 1919 e più di altri ha dato i natali a grandi famiglie d’artisti), vere e proprie accademie che da anni educano i giovani alle arti circensi e ad una formazione di base che non prescinde da altre materie di studio quali la musica, la danza, il teatro ed ogni disciplina che possa accrescerne e valorizzarne le doti atletiche ed espressive.
Un’evoluzione culturale che a partire dagli anni Settanta, soprattutto in Francia ma anche in Belgio e in Spagna (grazie anche alla spinta proveniente dai primi riconoscimenti ufficiali avutisi con il Festival del circo di Montecarlo e i successivi sempre più specialistici approdati al piccolo schermo con notevole successo), ha dato origine al così detto Cirque Nouveau.
Le Cirque Nouveau, forse traendo spunto dalle innovative e talvolta meramente sperimentali esperienze di grandi compagnie teatrali (“Momix”, “Pilobolus”, “La La La Human Steps”, l'italiana “Cripton”, per citarne alcune fra le più note del presente e del passato, senza dimenticare però importanti esperienze di teatro-danza come quelle portate in scena dall'indimenticato Lindsay Kemp), fonde insieme danza classica, contemporanea e moderna con le discipline ginniche/acrobatiche (proprie dell’atletica e delle arti circensi più spettacolari) ed esaltando la plasticità e le capacità del corpo in armonia con la musica e le invenzioni sceniche, introduce nel circo moderno suggestioni inedite ed elementi nuovi di grande fascino e interesse capaci di conquistare soprattutto un pubblico più colto e raffinato, o semplicemente curioso, aperto alle novità.
Poesia del corpo, trionfo di colori e musica - al femminile
Nel 2002 la RAI ha trasmesso un Festival nel quale si esibivano le artiste più rappresentative de Le Cirque Nouveau – una vera rivelazione per chi ha potuto assistervi.
Talvolta i circhi presentano una o più artiste di questo genere, piccole ma lucenti stelle in un firmamento che declina e davvero ha bisogno di rinnovarsi, abbandonare i vecchi cliché che inchiodano a sé stesso lo spettacolo più antico del mondo fra animali ridotti in schiavitù, costretti a scimmiottare l’uomo, assecondarne i desideri, clown tristi che da sempre si rotolano nella segatura e spruzzano lacrime, orchestrine un po’ stonate, trapezisti, funamboli e giocolieri molto bravi ma noiosi, attrazioni viste e riviste. Per un gran numero di adulti, e forse non solo per loro, il circo tradizionale ha il fascino d’una fotografia ingiallita, o una scarpa vecchia.
Le Cirque Nouveau, invece, attraverso le sperimentazioni originarie dei “Bidon”, “Dromesko”, “Bartabas” che rivoluzionarono i fondamenti rinunciando anche all’uso di animali, propone oggi nei singoli numeri, in esperienze e in progetti più organici e complessi portati avanti con coerenza, indipendenza e successo da “Le cirque du soleil” o “Le cirque Baroque” (ed altre compagnie non meno significative e importanti), un modo nuovo d’intendere e fare spettacolo: più magico, sorprendente, evocativo.
Ne Le Cirque Nouveau gli opposti convergono, si fondono. È una progressione di sintesi, métissage e mutamento – fuori dagli schemi, imprevedibile.
| « Aggressività, spettacolarità effettistica, erotismo disincantato, kitsch, ironia acida, musica e ritmo prepotenti: sono elementi che riprendono stilemi della comunicazione mediatica più contemporanea, e il circo li ha assorbiti, lasciando decantare una poetica di segno nuovo. Al contrario, un altro filone importante tende a riscoprire una comunicazione piccola, e l’intensità di gesti e sentimenti semplici e nitidi: e così l’esibizione di un solo giocoliere può raccontare di un intero mondo » | |
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(Gigi
Cristoforetti)
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Le coreografie hanno un’importanza straordinaria, sono dipinti, disegnano figure nell’aria, tessono incantamenti. Mostrano la grazia e insieme la forza, la resistenza del corpo quasi sino a superarne i limiti. Tutto contribuisce a valorizzarlo, a dare senso e spessore alla storia che racconta, ad esaltarne i virtuosismi, le capacità ginniche e acrobatiche, la bellezza scultorea, la vocazione narrativa, poetica, talvolta trascendente: i costumi, il trucco, l’uso sapiente delle luci, le scenografie, l’attrezzeria, le scelte musicali spesso inedite, affidate alla voce e agli strumenti di autori e interpreti straordinari.
Se si potesse descrivere il lavoro di questi artisti dovremmo parlarne come di un qualcosa che fugge naturalmente le definizioni, le catalogazioni. Le Cirque Nouveau nasce dalla tradizione, se ne separa e traccia un suo percorso personalissimo, ne diviene unico interprete e fondendo insieme tutti i generi e tutte le discipline (visive, drammaturgiche, musicali, acrobatiche, atletiche) scrive uno dei capitoli più interessanti e affascinanti dell’arte contemporanea. In questo processo creativo e culturale in divenire, le donne hanno un’importanza evidente. Il gusto, la sensibilità, la passione e l’estro femminile emergono con forza insolita, sorprendono, travolgono e modificano nella forma e nel contenuto il linguaggio scenico – e si sente, si vede.
Forse un tempo l'Arte circense era considerata minore, volgare, ma oggi, grazie a Le Cirque Nouveau, non più. Eppure, nonostante prosperi da decenni, a parte le informazioni che in Internet non mancano, quasi non ne troviamo traccia altrove - una lacuna per chi ama la bellezza e l’arte.





















