Le Città a Misura delle Bambine e dei Bambini
il portale dei diritti per i bambini

 


AMBIENTE CIRCO


Ambiente circo

Miliki


clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere


Contributi sonori
La magia della musica nel cinema di Fellini
Recensioni
Le Cirque Nuouveau

Che cos'è che piace di più ai bambini se non il Circo?

Il nostro Circo è quello senza sfruttamento dei nostri amici animali; con i giocolieri, i clown, gli acrobati, i cantastorie, i burattini, ecc. ecc.

Su, tracciamo un CERCHIO, sarà il cerchio magico del nostro magico circo!
Dentro il cerchio potremo esprimerci al meglio, liberi dai condizionamenti, nella più allegra gioia!

Il nostro Circo sarà leggero, fatto di performance volanti...

Venite, venite, bambini e genitori... si va ad incominciare! Il Circo è qui con voi e non vi lascerà mai!

Qui di seguito vi proponiamo l'ascolto di una selezione di musiche per avvicinarci all'ambiente Circo.

Avvertenza!!! I contenuti sonori in questo sito sono stati resi pubblici a puro scopo didattico no-profit, per il solo ascolto dal web. Gli autori che dovessero comunque ritenersi lesi nel proprio "diritto d'autore" possono richiederci la cancellazione dal sito dei loro brani
 


Alegria

Cirque du soleil


clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere


Circo

Benny Hill


clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere


La giostra

Ratti della Sabina


clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere

Musica del circo

Cirque du soleil

clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere


La magia della musica nel cinema di Federico Fellini


Avvertenza!!! I contenuti sonori in questo sito sono stati resi pubblici a puro scopo didattico no-profit, per il solo ascolto dal web. Gli autori che dovessero comunque ritenersi lesi nel proprio "diritto d'autore" possono richiederci la cancellazione dal sito dei loro brani
 


8 e mezzo

clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere

Il circo

clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere

Amarcord

clicca su Play per ascoltare il brano musicale
o sul tasto quadrato per interrompere


Avvertenza!!! I contenuti sonori in questo sito sono stati resi pubblici a puro scopo didattico no-profit, per il solo ascolto dal web. Gli autori che dovessero comunque ritenersi lesi nel proprio "diritto d'autore" possono richiederci la cancellazione dal sito dei loro brani

 

Recensioni:

Monica Drake

Titolo: Clown girl

collana: Bloom

Pagine 352
Euro 17,00

Nita vive nelle strade pericolose di Baloneytown, tra tossici, agenti di polizia, alternativi, artisti, personaggi folli e cani randagi.
Per campare fa il clown, fa la Clown Girl, ma non è un ripiego, un mezzo per sbarcare il lunario, è la sua vera passione, il suo grande sogno: un’aspirazione e un talento, una forma d’arte sublime e difficile, drammaticamente sospesa tra lo scherno e la malinconia.
In un mondo che non capisce le sue battute e che in un nobile pagliaccio vede solo un buffone.
Nita è fidanzata con Rex Galore, il bel clown, è perdutamente innamorata di lui, ma Rex non si fa vedere, le telefona ogni tanto dall’Università dello Spettacolo dove è andato con i soldi che lei le manda.
Ma il desiderio è troppo e la distanza incolmabile, e ogni giorno Nita deve inventare qualcosa, legare i palloncini in forme di animali per divertire un’orda di bambini molesti e chiassosi, soddisfare il feticismo di un cliente particolare, intrattenere i dipendenti di un’azienda con spettacoli al limite della prostituzione, guardarsi da un giovane poliziotto dolce e comprensivo, attento e appassionato, che un po’ le fa battere il cuore…
E in tutto questo due fedeli compagni di vita sono improvvisamente scomparsi, il cane adorato e Plucky, la gallina di gomma collega di tante avventure…
Nita la Clown Girl è una martire appassionata e un’irresistibile commediante, poetica come Charlot, sarcastica quanto Groucho Marx, indignata come Holden Caulfield. Le sue avventure sono puro movimento frenetico, una esilarante, irresistibile immersione nei sogni della giovinezza, nella follia della passione, nella sorpresa continua di un cambio di scena, nell’attesa di un gesto imprevisto, di un ultimo, improvviso, scroscio di applausi.



Il circo capovolto
di Milena Magnani (Feltrinelli)

Un campo rom all’estremo confine di una città. Si intravedono fabbriche in disarmo, tangenziali, supermercati. Come un villaggio con leggi e lingua proprie, il campo viene visitato episodicamente da polizia, operatori sociali, autoambulanze. C’è un capo naturalmente, burbero, diffidente, violento. Quando arriva l’ungherese Branko, l’accoglienza è fredda: deve restare ai margini fangosi del campo. Eppure a sera gli si fanno intorno i bambini, incuriositi dal suo grosso baule. Vogliono conoscere la sua storia. Ogni sera, fuori dal suo rifugio di lamiere, Branko ne racconta un pezzo. Una storia di circo e di guerra, di acrobati e campi di sterminio. Branko è l’inconsapevole discendente di una dinastia di circensi. Il nonno, tradito da quello che credeva essere un amico nell’Ungheria della Seconda guerra mondiale, ha perso la vita insieme a tutta la sua famiglia in un campo di prigionia. Il padre di Branko, unico sopravvissuto, ha celato al figlio le proprie origini. Ma il passato torna a galla, e Branko ripercorre le orme del nonno.

Scrive Milena Magnani del suo romanzo: “il tema centrale è il
porrajmos,
l’olocausto rom, ma anche la possibilità di rivendicare una cultura troppo a lungo dimenticata e offesa. Io l’ho scritto per rendere omaggio a tutti gli artisti nomadi, i funamboli, i saltimbanchi, i musicisti viaggianti che sono scomparsi a Auschwitz Birkenau, a Mathausen, a Bergen Belsen e in tanti altri campi ancora. Ho scritto per loro e per i bambini che oggi giocano nelle acque dei canali, vicino alle baracche, in mezzo alle pance dei lenzuoli stesi. La verità è che si continuano a stabilire linee di confine. Senza aver fatto nulla perchè capiti, ci si trova collocati di qua o di là da una recinzione. Però io dico che si deve provare a camminare sopra la recinzione, calpestandone il filo spinato, in un eterno sconfinamento”.

 

L'attore-giocoliere - da Enrico Rastelli al Nuovo Circo

di Leonardo Angelini

edizioni  un mondo a parte - 2008 - 222 pagine - 13,50 euro - ISBN 978-88-89481-15-8 - 13,50 cm. x 19.

La tecnica della giocoleria è un elemento vivo dell'universo teatrale. "L'attore-giocoliere" ne racconta la storia, gli interpreti, gli attrezzi e gli aspetti scientifici: dalle antiche giocolerie egizie a Enrico Rastelli, il "Semidio dell'equilibrio" che portò la giocoleria alle vette estreme della meraviglia; dal successo del Cirque du Soleil, icona del "nouveau Cirque", alla generazione di artisti che si va formando nelle scuole italiane. Infine Giorgio Barberio Corsetti, regista che ha sperimentato le tecniche circensi e direttore del Festival "Metamorfosi", e Daniele Finzi Pasca, regista per il Cirque du Soleil e per il Cirque Éloize, raccontano il loro rapporto con la giocoleria, il circo, il teatro.

Leonardo Angelini  (Roma, 1976)

È docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, e di Storia del Circo e del Teatro presso la Scuola Romana di Circo. Dirige laboratori di giocoleria in scuole di teatro e università, ha pubblicato articoli e saggi di teatro e di cinema, è traduttore editoriale dal francese, e sceneggiatore. Autore e regista teatrale, ha scritto e diretto diverse commedie, oltre a portare in scena alcune opere di Tom Stoppard, tra cui, per la prima volta in Italia, "Arcadia". Nel 2007 ha vinto il concorso di scrittura teatrale "Che fine ha fatto Iago?" con il testo "Circo Pinocchio".

Info: www.unmondoaparte.it

Cirque nouveau

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Il Cirque nouveau ("circo nuovo" in francese) è la concezione moderna dell'arte circense.

Con la progressiva perdita di popolarità del circo tradizionale che sembra avviato ad un lento ma inarrestabile declino, viene a crearsi l’esigenza di dare alle nuove generazioni di artisti una formazione moderna, più vasta e completa, altamente specializzata, capace quindi di rinnovarlo e rilanciarlo. Nascono così un po’ ovunque (a partire dalla Russia in cui il circo è istituzionalizzato dal 1919 e più di altri ha dato i natali a grandi famiglie d’artisti), vere e proprie accademie che da anni educano i giovani alle arti circensi e ad una formazione di base che non prescinde da altre materie di studio quali la musica, la danza, il teatro ed ogni disciplina che possa accrescerne e valorizzarne le doti atletiche ed espressive.

Un’evoluzione culturale che a partire dagli anni Settanta, soprattutto in Francia ma anche in Belgio e in Spagna (grazie anche alla spinta proveniente dai primi riconoscimenti ufficiali avutisi con il Festival del circo di Montecarlo e i successivi sempre più specialistici approdati al piccolo schermo con notevole successo), ha dato origine al così detto Cirque Nouveau.

Le Cirque Nouveau, forse traendo spunto dalle innovative e talvolta meramente sperimentali esperienze di grandi compagnie teatrali (“Momix”, “Pilobolus”, “La La La Human Steps”, l'italiana “Cripton”, per citarne alcune fra le più note del presente e del passato, senza dimenticare però importanti esperienze di teatro-danza come quelle portate in scena dall'indimenticato Lindsay Kemp), fonde insieme danza classica, contemporanea e moderna con le discipline ginniche/acrobatiche (proprie dell’atletica e delle arti circensi più spettacolari) ed esaltando la plasticità e le capacità del corpo in armonia con la musica e le invenzioni sceniche, introduce nel circo moderno suggestioni inedite ed elementi nuovi di grande fascino e interesse capaci di conquistare soprattutto un pubblico più colto e raffinato, o semplicemente curioso, aperto alle novità.

Poesia del corpo, trionfo di colori e musica - al femminile

Nel 2002 la RAI ha trasmesso un Festival nel quale si esibivano le artiste più rappresentative de Le Cirque Nouveau – una vera rivelazione per chi ha potuto assistervi.

Talvolta i circhi presentano una o più artiste di questo genere, piccole ma lucenti stelle in un firmamento che declina e davvero ha bisogno di rinnovarsi, abbandonare i vecchi cliché che inchiodano a sé stesso lo spettacolo più antico del mondo fra animali ridotti in schiavitù, costretti a scimmiottare l’uomo, assecondarne i desideri, clown tristi che da sempre si rotolano nella segatura e spruzzano lacrime, orchestrine un po’ stonate, trapezisti, funamboli e giocolieri molto bravi ma noiosi, attrazioni viste e riviste. Per un gran numero di adulti, e forse non solo per loro, il circo tradizionale ha il fascino d’una fotografia ingiallita, o una scarpa vecchia.

Le Cirque Nouveau, invece, attraverso le sperimentazioni originarie dei “Bidon”, “Dromesko”, “Bartabas” che rivoluzionarono i fondamenti rinunciando anche all’uso di animali, propone oggi nei singoli numeri, in esperienze e in progetti più organici e complessi portati avanti con coerenza, indipendenza e successo da “Le cirque du soleil” o “Le cirque Baroque” (ed altre compagnie non meno significative e importanti), un modo nuovo d’intendere e fare spettacolo: più magico, sorprendente, evocativo.

Ne Le Cirque Nouveau gli opposti convergono, si fondono. È una progressione di sintesi, métissage e mutamento – fuori dagli schemi, imprevedibile.

  « Aggressività, spettacolarità effettistica, erotismo disincantato, kitsch, ironia acida, musica e ritmo prepotenti: sono elementi che riprendono stilemi della comunicazione mediatica più contemporanea, e il circo li ha assorbiti, lasciando decantare una poetica di segno nuovo. Al contrario, un altro filone importante tende a riscoprire una comunicazione piccola, e l’intensità di gesti e sentimenti semplici e nitidi: e così l’esibizione di un solo giocoliere può raccontare di un intero mondo »
 
(Gigi Cristoforetti)

Le coreografie hanno un’importanza straordinaria, sono dipinti, disegnano figure nell’aria, tessono incantamenti. Mostrano la grazia e insieme la forza, la resistenza del corpo quasi sino a superarne i limiti. Tutto contribuisce a valorizzarlo, a dare senso e spessore alla storia che racconta, ad esaltarne i virtuosismi, le capacità ginniche e acrobatiche, la bellezza scultorea, la vocazione narrativa, poetica, talvolta trascendente: i costumi, il trucco, l’uso sapiente delle luci, le scenografie, l’attrezzeria, le scelte musicali spesso inedite, affidate alla voce e agli strumenti di autori e interpreti straordinari.

Se si potesse descrivere il lavoro di questi artisti dovremmo parlarne come di un qualcosa che fugge naturalmente le definizioni, le catalogazioni. Le Cirque Nouveau nasce dalla tradizione, se ne separa e traccia un suo percorso personalissimo, ne diviene unico interprete e fondendo insieme tutti i generi e tutte le discipline (visive, drammaturgiche, musicali, acrobatiche, atletiche) scrive uno dei capitoli più interessanti e affascinanti dell’arte contemporanea. In questo processo creativo e culturale in divenire, le donne hanno un’importanza evidente. Il gusto, la sensibilità, la passione e l’estro femminile emergono con forza insolita, sorprendono, travolgono e modificano nella forma e nel contenuto il linguaggio scenico – e si sente, si vede.

Forse un tempo l'Arte circense era considerata minore, volgare, ma oggi, grazie a Le Cirque Nouveau, non più. Eppure, nonostante prosperi da decenni, a parte le informazioni che in Internet non mancano, quasi non ne troviamo traccia altrove - una lacuna per chi ama la bellezza e l’arte.

Link utili:
Le Cirque du Soleil - www.cirquedusoleil.com

Girovago & Rondella Family Theatre Girovago & Rondella Family Theatre
Circo Poetico - www.girovagoerondella.it
Scuola Romana di Nuovo Circo - www.scuolaromanadicirco.net