Le Città a Misura delle Bambine e dei Bambini
il portale dei diritti per i bambini

 

www.ortidipace.org  è a disposizione di chiunque consideri l’orto, e il giardino in senso lato, un luogo ideale per intrecciare tutta una serie di scambi con la natura, l’ambiente e la comunità.

Il portale è concepito in modo da dare ma anche ricevere informazioni, in uno spirito di servizio per chi avverta il desiderio di passare dalla voglia di fare al fare.

Spero, col tempo, di pubblicare sempre più testi inviati dagli utenti del sito, in modo che ortidipace diventi sempre più la loro comune opera, e a me tocchi sempre meno la parte della'autore, sempre più quella dell'editore con l'impegno, da parte mia, di dare a ogni testo ricevuto la necessaria cura redazionale.

Le cose da fare sono tante: orti e giardini didattici nelle scuole, orti terapeutici dove coltivare la pace interiore, orti per chiunque, pur non possedendo terra, desideri coltivare fiori e ortaggi in uno spazio pubblico.

 

Toscana/ Troppi pupazzi,vigili Firenze multano 'taxi dei bambini'
 
(ASCA) - Firenze, 16 gen - Troppi 'ninnoli' e adesivi, multato il taxi dei bambini. E' quanto avvenuto a Firenze, secondo quanto riportato oggi dal 'Corriere Fiorentino'.

I vigili urbani hanno elevato due multe (158 euro in totale), inviando anche una segnalazione alla commissione taxi di Palazzo Vecchio.

Il taxi e' addobbato con adesivi e pupazzi e la tassista Caterina, tra l'altro, trasporta gratuitamente bambini e familiari che hanno necessità di andare in ospedale.

Secondo la polizia municipale i pupazzi e gli addobbi dentro il taxi violano però due regolamenti. ''Il primo e' quello dei taxi - spiega il comandante della polizia municipale Alessandro Bartolini al 'Corriere', secondo cui i veicoli per essere decorosi devono esporre solo la pubblicita' autorizzata e non devono avere calcomanie e oggetti -. Il secondo e' il codice della strada: per la conducibilita' il mezzo deve essere sgombro: e' importante per la sicurezza stradale''. Il taxi in questione e' conosciuto da tutti a Firenze.

''Per me e' una missione - racconta Caterina, cappello a fiori e mantello -. Tiro fuori l'anima e tutto il mio dolore con quei colori. Il taxi avrebbe dovuto essere di mio marito che e' morto a 39 anni per un cancro. Io l'ho colorato per tirare fuori quello che ho dentro e chiedere aiuto. Anche i bambini non dovrebbero ammalarsi: quando li porto all'ospedale gli regalo il mio messaggio di gioia''.

 

Danimarca paese più felice al mondo, Zimbabwe ultimo, dice studio

WASHINGTON - La Danimarca, con la sua democrazia, l'equità sociale e l'atmosfera pacifica, è il paese più felice del mondo. Lo hanno detto ieri alcuni ricercatori.

Lo Zimbabwe, tormentato da conflitti politici e sociali, è il più infelice, mentre la nazione più ricca la mondo, gli Stati Uniti, si classifica solo al 16esimo posto.

Complessivamente, il mondo diventa sempre più felice, secondo la ricerca World Values Survey, finanziata dal governo Usa e condotta regolarmente da una rete globale di scienziati sociali.

Lo studio mostra che dal 1981 al 2007 la percezione di felicità è aumentata in 45 paesi su 52 analizzati.

"Credo ci sia una forte correlazione tra pace e felicità", ha detto Ronald Inglehart, scienziato politico all'Istituto per la Ricerca Sociale dell'Università del Michigan, che ha diretto lo studio.

Secondo Inglehart, ci sarebbe una forte correlazione anche tra felicità e democrazia.

"La Danimarca è il paese più felice del mondo secondo i nostri dati", ha detto Inglehart in un comunicato audio diffuso dalla National Science Foundation, che ha finanziato la ricerca.

Anche Puerto Rico e la Colombia hanno raggiunto ottime postazioni in classifica, insieme a Irlanda del Nord, Islanda, Svizzera, Irlanda, i Paesi Bassi, Canada e Svezia.

La ricerca, fatta per la prima volta nel 1981, viene condotta attraverso due semplici domande: "In generale, diresti di essere molto felice, abbastanza felice, non molto felice, per niente felice?", e "Quanto sei soddisfatto della tua vita nell'insieme, in questi giorni?"

Inglehart e colleghi hanno detto, nella rivista Perspectives on Psychological Science, di aver intervistato 350.000 persone.  (Reuters)

 

Europa senza bambini

Partire da Laviano, Salerno, e dal suo “baby bonus” istituito dal sindaco per tentare di contrastare la scomparsa demografica del comune, non è allarmismo.
Non se a farlo è il servizio di copertina dal New York Times Magazine di questa domenica, dedicato alla “Childless Europe” e alla domanda: “Che cosa accade a un continente quando smette di fare bambini?”.
Anche il grande giornale liberal americano si è accorto che quanto sta accadendo soprattutto nel sud e nell’est del Vecchio continente non è un semplice calo di natalità, ma la premessa di un crollo demografico che potrebbe risultare irreversibile nel giro di 45 anni, due gererazioni.
Gli studiosi hanno creato la definizione di “lowest-low fertility” per indicare il tasso di fertilità inferiore all’1,3, considerato un punto di non ritorno.
Da quando “The Population bomb” spaventava il pianeta le cose sono cambiate in meglio, scrive il NYT. Ora la crisi è opposta, i migliori governi attrezzano politiche di aiuto alla nascita. Il dato di riferimento, si legge, è stato fornito dall’Eurobarometro nel 2006: il desiderio di figli delle donne europee è di 2,36, oltre il tasso di sostituzione.
Come mai la realtà è diversa?
E cambia da paese a paese?
Il discrimine sta nei diversi sistemi di welfare a sostegno della maternità messi in atto nei decenni scorsi. L’Italia, epicentro del reportage del NYT, inizia soltanto ora a rifletterci su. (IlFoglio.iT)


 

LA MUSICA: UNA VIA PER LA SALUTE 

Attraverso numerose sperimentazioni, nell'ultimo ventennio, si è accertato che la musica è in grado di agire sull'organismo umano nella sua globalità, contemporaneamente a livello emotivo, muscolare ed endocrino.
Fino dalla fase prenatale, la musica è in grado di intervenire positivamente sullo sviluppo del feto, fornendo un vero e proprio nutrimento al cervello in formazione, attraverso gli stimoli vibrazionali.
La musica agisce sull'uomo come un equilibratore delle energie fisiche (cellule muscolari, sistema ormonale, etc) ma anche emotive, legate alla memoria e all'affettività, attraverso la risonanza. Le forme vibrazionali generate dalla musica agiscono con risultati incredibili, sulla struttura del corpo, la cui salute è "equilibrio fra i tre sistemi basilari per la vita: cerebrale, endocrino ed immunitario".
La musica, se ascoltata regolarmente, ci consente di prevenire quelle forme di ansia che possono essere l'anticamera dello stress, il grande nemico del sistema immunitario, e contemporaneamente di dare dinamicità alle energie vitali.
E' però necessario sottolineare che la musica, da sola, non può assicurarci un perfetto stato di salute, ma deve essere accompagnata da uno stile di vita equilibrato. Non è difficile capire che ciò che indichiamo come stile di vita equilibrato è semplicemente - come lo definiscono i ricercatori scientifici più avanzati - "il lavoro di prevenzione che non solo renderà più facile e serena la nostra esistenza e ritarderà l'invecchiamento ma migliorerà sensibilmente la qualità della vecchiaia": LA SALUTE DELL'UOMO SI GIOCA SULLA PREVENZIONE FINO DALL'INFANZIA. LA MUSICA E' PREVENZIONE.
 
METTERSI IN ASCOLTO
 
Essere all'ascolto significa entrare in rapporto con se stessi. Ascoltare è una scelta di segretezza, è un porgere l'orecchio e il corpo, per scoprire qualcosa dentro di noi, per percepire la trasformazione. Essere in ascolto può diventare un modo per essere, nello stesso tempo, dentro e fuori di noi. Se questo accade, l'ascolto diventa un "essere al mondo" in una dimensione nuova. In questo nuovo stato di coscienza si risvegliano le emozioni, legate alla memoria, le emozioni accese da quella determinata musica.
Ascoltare è ascoltarsi in profondità, cioè percepire i cambiamenti che la musica produce nel nostro corpo e nel modo di "sentire" il nostro corpo. Concentrarsi sull'ascolto significa anche tornare alle origini, cioè all'epoca in cui dentro il ventre materno, dalla 24a settimana di vita intrauterina, potevamo ascoltare la voce della madre, i suoi suoni interni, le musiche che ci proponeva, i suoni del mondo verso cui tendevamo.

L'ascolto musicale diventa un processo di cambiamento se non cerchiamo un senso in ciò che ascoltiamo, se non tentiamo di analizzare la musica per giudicarla, ma accettiamo il flusso sonoro, semplicemente facendoci accarezzare, scavare, trasformare dal suono stesso.
La materia di cui siamo fatti contiene una straordinaria via del sapere che influenza tutto il nostro evolverci ed è in grado di cambiare la nostra percezione dell'esistenza.

Info: LudiSounds Milano - www.ludisounds.net

 

Canto corale e bambini: una miscela formidabile

A Ripatransone una nuova e importante esperienza per i ragazzi della sezione “Voci Bianche” di Montefiore dell'Aso

Angeliche e chiare, le Voci Bianche del Gruppo Corale Montefiore, hanno stupito il pubblico ripano.

Il gruppo di Montefiore dell'Aso ha infatti partecipato alla decima edizione della rassegna regionale “Cori di Voci Bianche” organizzata dall’Arcom, Associazione Regionale Cori Marchigiani, lo scorso 31 maggio a Ripatransone. La rassegna è stata una grande occasione per i ragazzi che si sono esibiti prima a Montefiore nello splendido scenario del Museo De Carolis insieme ad altri due cor e nel pomeriggio a Ripatransone nell’Auditorium Sant’Agostino con altri quattro cori.

La direzione del Coro di Montefiore è affidata, sin dalla sua nascita, al maestro Barbara Bucci che con diletto e notevole professionalità ha saputo creare e far vivere una realtà come quella che da qualche anno si sta sperimentando con notevole successo nello storico borgo.

La divisione giovanile del coro del piccolo borgo nasce nell’ambito del Corso di Orientamento Musicale finanziato dalla Provincia di Ascoli Piceno «con la duplice finalità di avvicinare i giovani di Montefiore al canto corale e di creare un vivaio per garantire la continuità del Gruppo Corale stesso» ci dice la stessa Barbara Bucci.

Composto da circa venti elementi della scuola primaria e secondaria, si è esibito in vari concerti in diversi paesi della provincia fino ad arrivare alla Rassegna di cori di Voci Bianche tenutasi a Jesi nel 2007.

«I dieci cori partecipanti alla Rassegna hanno saputo evidenziare la grande preparazione di tutti coloro che operano nel settore. I bambini e il canto corale, se ben dosati tra loro, formano una miscela veramente eccezionale» afferma il Presidente dell’Arcom, Aldo Cicconofri, il quale auspica la possibilità di far proseguire iniziative come quella di oggi, creando maggiori possibilità di “Fare Coro” .

 

Alcamo: corso creativo "Disegni dei bambini"

Lo Studio di Consulenza Familiare e Psicopedagogica di Alcamo (TP) ripropone il corso sui "Disegni dei bambini". Il corso richiesto, per la seconda edizione, da insegnanti, educatori, mediatori familiari e studenti universitari si svolgerà in presenza, ma anche on line (per raggiungere chi è lontano dalla Sicilia). Verrà rilasciato attestato finale. Il corso s'inserirà in un progetto pilota di rete collaborativa tra i partecipanti nell'ambito delle realtà lavorative o di studio. La tematica, è di grande interesse per gli operatori sociali di ambito pedagogico, in quanto grazie all'acquisizione di determinati strumenti interpretativi si avrà l'opportunità di decodificare il linguaggio dei disegni e cosa i bambini cercano di esprimere tramite il linguaggio grafico. Il disegno rivela molto di più di quanto i bambini spontaneamente dicono. Tramite essi si riconoscono paure, fobie, disagi, aggressività, altri sentimenti ed emozioni repressi, compito degli adulti è quello di imparare a capire per poter aiutare le richieste silenziose dei bambini.

Per iscrizioni ed informazioni consulentefamiliare@yahoo.it
cell. 3202915529

 

Se i bambini non giocano più
Dalla Gran Bretagna all'Italia cresce l'allarme: i nostri figli non sanno divertirsi né stare da soli

Gli inglesi hanno scoperto che i loro bambini
non giocano e ora lanciano l’allarme. Tutto nacque un anno fa quando il rapporto dell’Unicef sul benessere dei bambini inflisse un umiliante ultimo posto agli inglesi in quanto a benessere dei loro figli: ventunesimi su ventuno Paesi. Gli italiani, tanto per dire, si collocavano all’ottavo posto.

In Italia si sprecarono commenti sui soliti mammoni e bamboccioni di casa nostra. In Inghilterra andarono in crisi e partirono le analisi per capire dove avevano sbagliato. Un’inchiesta è stata realizzata dalla Bbc: un team ha seguito con la videocamera 25 bambini nati dopo il 2000 in varie parti del Paese. Per ognuno furono filmate 48 ore di vita: le prime 24 durante un giorno di scuola, le seconde durante un giorno a casa.

«I risultati sono stati sorprendenti», racconta Tessa Livingstone, responsabile dell’inchiesta, sul Daily Telegraph. «Abbiamo contato le loro risate. Quelli che giocano di più ridono al massimo 20 volte, quanto i bimbi che giocano meno. Tessa Livingstone, psicologa infantile e produttore di una serie televisiva che da otto anni racconta i bambini sulla Bbc, cita ad esempio il caso di Tyrese: in un’intera giornata ha avuto solo 25 minuti per giocare in santa pace e quando va al parco con la sorella più grande appare sola e annoiata, non sa nemmeno come divertirsi.

I bambini inglesi non giocano e non sono per nulla abituati a stare da soli. Due su tre di quelli che hanno da otto a dieci anni delle interviste realizzate, non sono mai stati in un negozio o in un parco senza adulti e uno su tre non ha mai giocato fuori casa senza un adulto.

C’è da preoccuparsi, avverte Tim Gill, esperto di bimbi e giochi. «I bambini di oggi vivono da prigionieri, non hanno alcuna opportunità di incontrare altre persone e di esplorare il territorio intorno a loro».

Non esplorano per nulla, infatti, i bambini, restano in casa. Quelli inglesi guardano la televisione più di tutti gli altri bambini europei. Due su tre hanno anche l’apparecchio in camera. Uno dei bambini dell’inchiesta ha trascorso quasi nove ore della sua giornata a casa passando da uno schermo all’altro, un altro sette ore a giocare con un videogame.

Perlomeno sono al sicuro, verrebbe da pensare. Tanya Byron, psicologa, spiega a Tessa Livingstone: «Ormai hanno più probabilità di incontrare un pedofilo su Internet che in un parco». Il consiglio della dottoressa Byron, allora, è di dare l’opportunità ai propri figli di andare in giro, nella vita reale, con gruppi di coetanei sotto la guida di adulti. «In questo modo possono fare esperienza e li si può controllare. In Internet no».

E poi c’è il problema di come si parla ai propri figli. Due genitori su tre hanno con i loro figli una conversazione di puro servizio e solo una famiglia su tre chiacchiera a lungo con loro.

Poveri bimbi inglesi, insomma, ma anche quelli italiani non sono messi poi tanto meglio. Dai dati raccolti dal Centro di documentazione e analisi per l’infanzia di Firenze risulta che il 44% dichiara di giocare da solo. Il 95% di quelli che hanno tra i 3 e i 10 anni durante i giorni non festivi giocano prevalentemente nella propria abitazione. E da una ricerca realizzata nel 2002 da Disney Interactive fra psicologi e pedagogisti risultava che i papà giocavano con i propri figli in media mezz’ora. E solo il 5% degli esperti riteneva che una mamma passasse più di tre ore al giorno con i propri figli.

Per quanto riguarda la tv, l’ultima ricerca Eurispes del 2007, sottolinea che tre bambini su dieci tra i 7 e gli 11 anni affermano di non poter rinunciare alla televisione, mentre il 20,2% preferisce la Playstation. Il 44,6% rimane davanti alla televisione per un lasso di tempo che va da una a due ore, mentre tra chi gioca il 39% arriva fino a due ore. Oltre la metà dei bambini sono seguiti da un adulto nell'utilizzo della tv, ma quasi quattro bambini su dieci possono guardarla senza alcun controllo da parte di adulti. Il 37,1% dei bambini guarda la Tv per passare il tempo. E un bambino su tre dai 7 agli 11 anni (33,6%) si collega ad Internet da solo.


Flavia Amabile (La Stampa.iT)

 

GARDALAND TRASFORMATO IN SET CINEMATOGRAFICO D’ECCEZIONE

Gardaland, il parco divertimenti n°1 in Italia da sempre attento e sensibile alle iniziative solidali, ha ospitato - nei giorni scorsi - una troupe cinematografica davvero inconsueta: protagonisti del film sono stati, infatti, dei giovanissimi attori che interpretano, ciascuno, il personaggio – fiabesco, letterario, cinematografico o televisivo – in cui desiderano identificarsi. Si tratta di bambini affetti, per la maggior parte, da gravi patologie ematiche, in cura presso l’Ospedale San Gerardo di Monza.

Promotrice di questo “film dei sogni” è la Fondazione Magica Cleme Onlus, creata nel 2004 in memoria di Clementina Niada. Nel desiderio di reinterpretare la vita di Clementina, la sua energia e la sua voglia di essere felice nonostante la lunga malattia che ha dovuto affrontare, la Fondazione si è data l’obiettivo prioritario di far divertire i bambini malati, organizzando viaggi, eventi, feste e tutto ciò che può contribuire ad appassionarli e a offrire loro momenti preziosi di speranza e di serenità.

Il film ha coinvolto un vasto gruppo di bambini e adolescenti in tutte le sue fasi: dalla sceneggiatura - cui ciascuno ha apportato il suo contributo creativo, alle riprese - di cui co-autori sono stati protagonisti a turno.

I viali di Gardaland si sono così illuminati sotto i riflettori della troupe cinematografica e si sono riempiti di telecamere, cavalletti, comparse, truccatori e costumisti ma gli attori principali sono stati proprio alcuni dei bambini ammalati e che hanno potuto realizzare alcuni dei loro sogni più belli.

Una bambina si è trasformata nella Sirenetta e, con la sua coda luccicante, ha potuto avvicinare i delfini del Palablù di Gardaland, accompagnata dalla dolce presenza degli addestratori del delfinario. Grazie ad alcuni effetti speciali e sfruttando il miraggio offerto dalle vetrate subacquee, la sirenetta sembra immersa in una gioiosa danza con questi meravigliosi animali del mare.

Il set si è poi spostato nell’affascinante mondo di Fuga da Atlantide, dove leggenda ed fantasia hanno fatto da scenario ad un altro sogno degli “avventurieri” del polo pediatrico infantile dell’Ospedale di San Gerardo di Monza.

Nella sceneggiatura non poteva mancare un tuffo nell’avventuroso mondo dei pirati: supportati dalla fantasie delle costumiste del Parco, il set si è colorato con loschi filibustieri ed i bambini si sono lanciati in emozionanti duelli sulla plancia di comando dell’antico veliero de I Corsari.

Dai duelli tra bucanieri si è passati al mondo principesco di Sissy: con il prezioso contributo della direzione artistica di Gardaland e del maneggio di Vittorio Nencini, è stato ricreato a Gardaland un angolo d’Austria con una bimba nei panni della Principessa che in sella ad un cavallo bianco, passeggiava nei giardini della Giostra cavalli.

I giardini del Parco e del Gardaland Hotel Resort, invece, hanno permesso una scenetta con due pittrici in competizione mentre gli ospiti del parco si sono lasciati gioiosamente sorprendere e incuriosire da questa allegra carovana cinematografica della solidarietà e hanno immortalato questi momenti con numerosi scatti fotografici.

Ideato, realizzato e prodotto da una troupe di professionisti del cinema e della televisione (tra i molti, la casa di produzioni On Air con la regia di Giancarlo Cornalea) che hanno deciso di offrire il loro contributo alla Fondazione, il “film dei sogni” è diventato realtà grazie al sostegno costante delle Iniziative Speciali di Publitalia, di MediaFriends e di Videotime: queste società ed altre del Gruppo Mediaset hanno contribuito generosamente al film durante il suo intero ciclo di lavorazione, con il loro supporto operativo e la loro competenza professionale.

Attualmente in fase di montaggio, il film sarà utilizzato dalla Fondazione Magica Cleme per illustrare ai suoi pubblici di riferimento (in particolare medici, assistenti sociali e scuole) il punto di vista, spesso ignorato, del bambino affetto da gravi malattie. Il modo in cui i piccoli affrontano queste difficoltà emerge, infatti, con forza e poesia dalle scene del film, nel quale ciascuno dei personaggi - che i suoi protagonisti hanno scelto di interpretare - diventa veicolo d’espressione dei loro sentimenti più veri.

 Il mini-film verrà, inoltre, presentato ad uno dei prossimi Festival del cortometraggio (Festival Internazionale di Roma o Giffoni Film Festival).

GARDALAND S.r.l. 
Via Derna, 4 - 37014 Castelnuovo del Garda (VR) 
Tel. 045/6449555 - Fax 045/6449537 
http://www.gardaland.it 
R.P. E UFFICIO STAMPA
Studio Nazari – Milano
Novella Candeo
Tel./Fax-02.70104920–02.76110017
e-mail: studio.nazari@studionazari.it

 

Per vivere veramente in pace bisogna andare in Islanda

Esaminati dall'economist 140 stati: l'Italia è 28esima, precede sia la Spagna, 30esima, che la Francia, 36esima. Iraq ultimo

LONDRA - Sarà anche uno dei posti più freddi e lontani al mondo, però riesce a garantire ai suoi cittadini il massimo della stabilità e tranquillità. L'Islanda, il paese europeo più remoto del continente, è anche il più pacifico al mondo: lo ha stabilito l'annuale ricerca sul "Global Peace Index" (Indice della Pace globale) pubblicata a Londra e stilata dall'Economist Intelligence Unit, organo legato alla rivista britannica The Economist. L'indice valuta i paesi tenendo conto di 24 criteri, tra cui la criminalità interna, numero dei reati violenti, stabilità politica, spese militari e possibili azioni terroristiche.

STUDIO - Quest'anno lo studio ha esaminato la situazioni di ben 140 stati: l’Islanda precede in vetta alla classifica altri due nazioni dell'Europa del Nord, la Danimarca e la Norvegia. Seguono nella top ten Nuova Zelanda, Giappone, Irlanda, Portogallo, Finlandia, Lussemburgo e Austria. Come si nota tra i primi dieci vi sono ben 8 stati europei, mentre il Giappone è l'unico Paese del G8 ad essere nella top ten. Solo dodicesima la "pacifica" Svizzera, mentre l'Italia si attesta al ventottesimo posto e precede sia la Spagna (trentesima) che la Francia (trentaseiesima)

I PEGGIORI - Poche sorprese se guardiamo la classifica partendo dal fondo: il paese più violento si conferma l'Iraq, seguito dalla Somalia, dal Sudan, dall'Afghanistan e da Israele. Male la Gran Bretagna (quarantanovesima), gli Usa (novantasettesimi) e la Russia (centotrentunesimi). Questi ultimi due sono addirittura preceduti dalla Cina comunista che si piazza al sessantasettesimo posto. Secondo il rapporto in linea generale i conflitti sarebbero diminuti, ma persiste il problema dell’aumento della fabbricazione di armi: “In media gli indici dei conflitti interni, dei crimini violenti,dell’instabilità politica e dei possibili atti terroristici sono diminuiti marginalmente” recita lo studio. "Tuttavia, le spese militari sono cresciute”.

COMMENTI - Ingibjorg Solrun Gisladottir, ministro degli esteri islandese, afferma di essere felice di questo ottimo risultato: «Siamo davvero contenti che l'indice gratifichi i valori della nostra piccola società democratica che non ha un esercito militare e da centinaia di anni promuove la pace». Secondo Steve Killelea, l'imprenditore australiano che ha ideato il "Global Peace Index", lo studio dimostra che il mondo negli ultimi anni è meno violento rispetto al passato: «Sembra che quest'anno il mondo sia un pò più pacifico - spiega Killelea -. Ciò è incoraggiante, ma gli Stati devono fare ulteriori passi in avanti per raggiungere la strada della pace».

Francesco Tortora (Corriere.iT)

 

Corsi estivi di illustrazione 2008
Illustriamo una favola

 
MONSAMPOLO DEL TRONTO (AP) - È l'illustrazione del libro il tema su cui verteranno i corsi organizzati dal 21 luglio al 9 agosto 2008.

Tre professioniste del disegno affermate a livello nazionale, accoglieranno disegnatori esperti e principianti e quanti vorranno avvicinarsi al magico mondo del libro illustrato:

Daniela Ballestra (corso base), Francesca Salucci (corso specialistico) e Francesca Vignaga (coloriamo la fantasia), sono infatti i nomi delle insegnanti che condurranno i corsi, tre nomi noti del panorama del disegno italiano, esperte nella realizzazione di illustrazioni di testo.

I corsi, per ragazzi, si terranno presso la scuola media statale di Monsampolo e si suddivideranno in un corso base ( per chi non ha esperienze nel campo degli studi artistici) e in due corsi specialistici.

I corsi, al termine del quale verrà rilasciato un attestato di frequenza, si svolgeranno dal lunedì al sabato con orario full time 9/13 e 15/19.
Per ulteriore info e programmi: contattare Daniela Ballestra coordinatrice dei corsi, tel. 340/67.20.93.6 Internet: www.danielaballestra.it E-mail: pannalulu@tiscali.it


 


27 giugno - 6 luglio
11-20 luglio 2008
ARTEFATTA il 6-7 settembre 2008
(guarda il depliant di artefatta)

Nei Centri di Vacanza organizzati da Artebambini e dall’Associazione Attività Educative i bambini e i ragazzi vivono una vacanza e nello stesso tempo un’opportunità educativa significativa.
Il Centro di Vacanza diventa il momento per esprimersi, confrontarsi, sperimentare le proprie capacità di autonomia.
Educatori professionalmente preparati presenti in ogni momento della giornata garantiscono il buon andamento della vita comunitaria
e fanno vivere la vacanza come esperienza attiva in cui sperimentare il rapporto con l’ambiente naturale e umano circostante.

 

Tra le attività elenchiamo:
• escursioni al Lago Trasimeno, a Perugia e a Cortona, all’isola Polvese e all’isola Maggiore;
• laboratori artigianali: creta, fusione del vetro, falegnameria, tessitura, pittura;
• grandi giochi nel bosco: le tracce, giochi di squadra e notturni;
• laboratori scientifici: aquiloni sled, mongolfiere, orologi solari, meridiane e astrolabi;
• laboratori d’arte: ritratti, sculture, bestiari fantastici.
Per i ragazzi più grandi è prevista anche la visita di Perugia durante il tradizionale Festival di musica jazz.
I bambini e i ragazzi saranno ospitati nelle accoglienti strutture della fattoria La Buona Terra e del Villaggio Ecologico Pantarei, immerse in uliveti secolari e boschi di querce.
I ragazzi sono ospitati in camere da 6-7 posti, i pasti vengono preparati in loco da personale specializzato.

È una proposta di:
ASSOCIAZIONE ATTIVITÀ EDUCATIVE e ARTEBAMBINI
via del Gandolfo, 5G - 40053 BAZZANO BO
tel. 051.830990 / 830852 - fax 051.839457
e-mail: artebambini@tiscalinet.it
www.rivistadada.it

 

BAMBINI PIU' FELICI ATTRAVERSO I COLORI

la felicità passa attraverso
il colore, un incontro
 

'Bambini più felici grazie al colore'. Questo è lo slogan all’insegna del dibattito pubblico al Centro d’Incontro di Pollenzo (CN), in cui si è discusso di esperienze progettuali dedicate al colore nell’architettura d’interni, con particolare riferimento alla Scuola dell’Infanzia locale  'Regina Margherita di Savoia', ma non solo.

Un team di esperti, coordinato da Giulio Bertagna, Color designer e docente in Percezione e Colore al Politecnico di Milano, e da Alberto  Vissio Scarzello, Conservatore delle Universalità Archivistiche di  Euclide Milano (autore, tra l’altro, di cenni storici sull’edificio ospitante  oggi la scuola materna pollentina, fatto costruire nella seconda metà  dell’Ottocento da Casa Savoia per ospitare una scuola per i figli dei borghigiani),  ha illustrato il progetto di laurea della giovane braidese Anna Manissero, dedicato proprio alla Scuola dell’Infanzia 'Regina Margherita di Savoia' di Pollenzo.

Sul tavolo, le proposte per migliorare e rendere 'a portata di bambino' non solo  il plesso pollentino, ma tutte le strutture scolastiche della zona: negli ultimi anni,  infatti, è emersa la necessità di investire sulla cosiddetta 'percezione cromatica'.
Un buon rapporto con l’edificio scolastico, spiegano gli esperti, migliora l’educazione dei bambini e permette loro di crescere in un luogo che stimola l’apprendimento ed il dialogo. Infatti, partendo dal presupposto che l’essere umano dovrebbe essere al centro di qualsiasi progetto a lui destinato, a maggior ragione il fenomeno del colore, strettamente correlato con la percezione, risulta un
imprescindibile oggetto di studio già in fase progettuale.
Durante la serata, quindi, sono state illustrate e discusse le proposte di riqualificazione della scuola materna pollentina: niente a che vedere con i tradizionali progetti di 'ristrutturazione', poiché lo studio del colore mescola psicofisiologia ed architettura d’interni. "I muri devono parlare – sostengono gli studiosi del colore – per scongiurare il pericolo che la scuola si trasformi
da fondamentale ambiente educativo a banale contenitore di attività".

La conferenza, organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco 'La Torre' di Pollenzo, con il patrocinio della Provincia di Cuneo e della Città di Bra, ha avuto luogo allo 'SpazioEventi' del Centro d’Incontro di Pollenzo.
Per informazioni, contattare il numero 0172-45.82.84.

 

Allegro, colorato e morbido cresce il design per bambini

IRENE MARIA SCALISE
da (Repubblica.iT)

Colorato, allegro, senza angoli e morbido da toccare. Il design per i bambini è così. Una versione soft di quello per gli adulti. Piace ai piccoli, ma soprattutto ai grandi che si sentono rassicurati nel vedere mobili, elementi d’arredo e giochi pensati ad hoc per le camere dei propri figli. Negli ultimi anni le star del design dedicano buona parte della loro creatività agli under ten e le aziende, gratificate da i risultati di un’insperata fetta di mercato, li incoraggiano.
In realtà i predecessori di quella che appare come una tendenza dell’ultima ora sono più che illustri. Ad aprire le danze ci furono, in tempi non sospetti, le poetiche sperimentazioni di Bruno Munari. Ma anche, negli anni ‘30, i giochi dalla scuola del Bauhaus: Hampelmann il coloratissimo burattino mobile, e Steckpuppen, entrambi griffati da Margaretha Reichhardt. Quindi, negli anni ‘50, i primi libri illustrati da Enzo Mari e gli arredi studiati per le scuole montessoriane. La prima a passare agli onori della cronaca vincendo un compasso d’oro fu, nel ‘64, la "Seggiolina per bambini 4999". Progettata da Marco Zanuso e Richard Sapper per Kartell, era pensata per asili e scuole elementari in materiale plastico, stampata a iniezione, smontabile e sovrapponibile.
Ultimamente, e con un ritmo inaspettato, è tutto un progettare, disegnare e rielaborare per i più piccini. Gli ingegnosi svedesi dell’Ikea hanno già da tempo ideato la collezione "Ikea Ps". Si tratta di mobili da gioco, fanno sapere dalla casa madre, più che di semplici mobili o giocattoli e li hanno realizzati 22 designer per un totale di 32 progetti. La collezione junior di Driade, la Driadekosmo, non è da meno: ci sono prodotti realizzati da Naoto Fukasawa, per gli arredi, e da Vittorio Locatelli per i giocattoli. Qualche esempio? La sedia e sgabello Anyo Chair e Anyo Stool con una struttura in acciaio e scocca in poliuretano schiumato rivestite in tessuto pile elasticizzato colorato. Ma anche il set da tavola Dinner composto da vassoio, piatti, posate e bicchiere e i tappeti in pura lana vergine 100% con lavorazione a mano. Infine la casagioco in cartone colorato e una collezione di animali in panno di lana. Tra i nomi più glamour spicca quello di Nume design, marchio considerato molto alla moda e nato con un focus ben preciso: creare stimoli intellettivi.
Anche l’azienda Campeggi ha assodato un team di designer illustri come Denis Santachiara, Giovanni Levanti e Lorenzo Damiani. La loro comune idea è ripensare lo spazio dedicato ai bambini sottolineandone il lato trasformabile: pouf che si gonfiano e diventano letti di emergenza (Bulletto di Santachiara), poltrone reversibili in letti a castello (Castelletto di Damiani), tavolini dalla doppia funzione di scrivanie e pianoforti (il Tumb Tumb di Damiani). Il brand Magis, per realizzare i prodotti dei più piccoli, si è rivolto ad un consulente molto speciale: il pedagogo londinese Edward Melhuish. Il risultato? La collezione Me Too (come dire: ci sono anche io!) composta di oggetti mirati a sollecitare le percezioni dei piccoli e ad aiutarli a prendere le misure di quella che sarà la dimensione adulta. Inga Sempé, invece, ha disegnato Chantilly per Edra. E’ un divano che prende ispirazione dal modo che hanno i bambini di utilizzarlo: sedersi a cavalcioni sullo schienale. Molti oggetti di design per bambini hanno un’anima vintage. Nascono dalla rielaborazione di pezzi storici. E’ il caso di Vitra che, a 35 anni dalla nascita, ha riproposto la Panton chair Junior. La Panton era una colorata seduta dalle forme sinuose che, nel 1967, fu progettata in tre formati ma fu prodotta solo nella versione per adulti. Anche la casa svizzera Naef Spiele Ag ha lanciato sul mercato 19 giochi d’autore in legno che spesso si rifanno a giochi tradizionali ideati dalla scuola del Bauhaus.
Il marchio inglese Habitat, invece, ha pensato ai più piccini realizzando una collezione di undici oggetti disegnati da personaggi dello star system e designer. L’idea è d’interrogarsi sui sogni che accompagnano proprio i più piccoli realizzando arredi che abbiano a che fare con i mestieri futuri.

 

I personaggi dei cartoni di Nickelodeon
La tv dei bimbi si spegne per un giorno

Triste primato: un italiano su tre dai 5 ai 17 anni è sovrappeso

MICHELA TAMBURRINO
MILANO

I bambini sono pigri e mangiano male. Passano pomeriggi sdraiati sul divano davanti alla tv, il 23% s’imbottisce di merendine. A tavola invece sono svogliati. In compenso il 15% non pratica alcuno sport. La giornata casalinga prevede più di due ore davanti al computer impegnati ai videogiochi. Otto bambini su dieci utilizzano il web quotidianamente, il 25% per più di due ore. Esiste anche una geografia degli stili di vita per regione: in testa per uso del pc i calabresi, in coda sardi, umbri e valdostani.

Il quadro sconfortante della realtà giovanile italiana viene da un’indagine Swg per Moige. A lasciare interdetti è un altro elemento che arriva dall’Iots (International obesity task force) e apre una finestra su quelli che sono gli insegnamenti alimentari che i genitori impartiscono ai figli: il 36% degli italiani dai 5 ai 17 anni è sovrappeso e questo ci pone al primo posto in Europa, battendo, se pur sul filo di lana, gli spagnoli. Un trend negativo in crescita: entro il 2010 si prevede il raddoppio del dato.

Un problema grave che ha fatto scattare l’allarme: l’Organizzazione mondiale della sanità invoca una maggiore sensibilizzazione delle famiglie e della scuola, la Coldiretti avverte che le malattie dell’obesità sono responsabili del 7% dei costi sanitari. In tale contesto anche una singola iniziativa può aiutare.

L’ha presa Nickelodeon, il canale d’intrattenimento per bambini più diffuso al mondo. Nato negli Usa 29 anni fa è capace di raggiungere 300 milioni di case in tutto il mondo, è approdato in Italia nel 2004 su Sky (canale 604). I dirigenti hanno deciso di spegnere Nickelodeon per un giorno, mandando in video oggi, e per 24 ore, un cartello che invita i piccoli spettatori a uscire da casa e a giocare nei parchi.

La giornata di Nickelodeon è accompagnata da iniziative in tutte le maggiori piazze italiane. Ne parla Massimo Bruno, responsabile editoriale: «Siamo convinti della nostra scelta, ci farà perdere migliaia di euro in pubblicità e punti di share ma è in linea con la filosofia provocatoria di Nickelodeon, fedele all’idea che la tv vada usata in maniera intelligente e nel rispetto dei bambini. Il play day è una provocazione simbolica che vuole combattere la dipendenza da junk food che ha assunto dimensioni d’allarme sociale. Per questo abbiamo un sito visitato da un milione di bimbi: insegna le procedure di una vita sana».

Una situazione che vede i genitori sul banco degli accusati, colpevoli di trascuratezza. Ma c’è chi cerca di affrontare la situazione con fantasia. Come Ambra Angiolini, due figli di 4 e 2 anni. «Non passo il mio tempo a pormi il problema della tv, mi limito a occupare la loro giornata con cose divertenti. I piccoli cercano di emulare i genitori e allora insieme ascoltiamo musica, facciamo torte e guardiamo anche la tv. E in casa faccio entrare solo i cibi che dico io. Per coerenza ho rifiutato di fare uno spot per merendine: ai miei figli non ne faccio mangiare e non vedo perché dovrei pubblicizzarle».  (LaStampa.iT)

 

Ciclofficine

Da qualche anno in Italia esistono le ciclofficine popolari. La prima é nata al Bulk di Milano, un centro sociale, ma adesso é chiusa, e ne é nata un'altra in un posto incredibile, la Stecca degli Artigiani al quartiere Isola. Ora anche questa é stata chiusa per lo sgombero della Stecca, ma é rinata poco più in là.

A Roma ce ne sono diverse. Io uso andare alla Ciclofficina del Gazometro, in via del Gazometro 12.

Nelle ciclofficine ci si può riparare o costruire una bicicletta per intero. Si recuperano vecchi catorci abbandonati, si smontano e revisionano, e i pezzi restano lì a disposizione di chiunque voglia farsi una bicicletta. Se non sai dove mettere le mani, qualcuno ti aiuta e poi lavori da solo.

Il loro messaggio é semplice: puoi spostarti meglio e lo puoi fare con un mezzo che nasce quasi interamente dal tuo lavoro. Impari a conoscerlo in ogni dettaglio e quindi diventi indipendente anche dai meccanici.

Paolo Bellino

Info:
http://www.movimentofisso.it/bici.aspx


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