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www.ortidipace.org
è a disposizione di chiunque consideri l’orto, e il
giardino in senso lato, un luogo ideale per
intrecciare tutta una serie di scambi con la natura,
l’ambiente e la comunità.
Il portale è concepito in modo da dare ma anche
ricevere informazioni, in uno spirito di servizio
per chi avverta il desiderio di passare dalla voglia
di fare al fare.
Spero, col tempo, di pubblicare sempre più testi
inviati dagli utenti del sito, in modo che
ortidipace diventi sempre più la loro comune opera,
e a me tocchi sempre meno la parte della'autore,
sempre più quella dell'editore con l'impegno, da
parte mia, di dare a ogni testo ricevuto la
necessaria cura redazionale.
Le cose da fare sono tante: orti e giardini
didattici nelle scuole, orti terapeutici dove
coltivare la pace interiore, orti per chiunque, pur
non possedendo terra, desideri coltivare fiori e
ortaggi in uno spazio pubblico. |
Toscana/
Troppi
pupazzi,vigili
Firenze multano
'taxi dei bambini'
(ASCA) -
Firenze, 16
gen - Troppi
'ninnoli' e
adesivi,
multato il
taxi dei
bambini. E'
quanto
avvenuto a
Firenze,
secondo
quanto
riportato
oggi dal
'Corriere
Fiorentino'.
I vigili
urbani hanno
elevato due
multe (158
euro in
totale),
inviando
anche una
segnalazione
alla
commissione
taxi di
Palazzo
Vecchio.
Il taxi e'
addobbato
con adesivi
e pupazzi e
la tassista
Caterina,
tra l'altro,
trasporta
gratuitamente
bambini e
familiari
che hanno
necessità di
andare in
ospedale.
Secondo la
polizia
municipale i
pupazzi e
gli addobbi
dentro il
taxi violano
però due
regolamenti.
''Il primo
e' quello
dei taxi -
spiega il
comandante
della
polizia
municipale
Alessandro
Bartolini al
'Corriere',
secondo cui
i veicoli
per essere
decorosi
devono
esporre solo
la
pubblicita'
autorizzata
e non devono
avere
calcomanie e
oggetti -.
Il secondo
e' il codice
della
strada: per
la
conducibilita'
il mezzo
deve essere
sgombro: e'
importante
per la
sicurezza
stradale''.
Il taxi in
questione e'
conosciuto
da tutti a
Firenze.
''Per me e'
una missione
- racconta
Caterina,
cappello a
fiori e
mantello -.
Tiro fuori
l'anima e
tutto il mio
dolore con
quei colori.
Il taxi
avrebbe
dovuto
essere di
mio marito
che e' morto
a 39 anni
per un
cancro. Io
l'ho
colorato per
tirare fuori
quello che
ho dentro e
chiedere
aiuto. Anche
i bambini
non
dovrebbero
ammalarsi:
quando li
porto
all'ospedale
gli regalo
il mio
messaggio di
gioia''.
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Danimarca
paese più felice al mondo, Zimbabwe
ultimo, dice studio
WASHINGTON - La Danimarca, con la
sua democrazia, l'equità sociale e
l'atmosfera pacifica, è il paese più
felice del mondo. Lo hanno detto
ieri alcuni ricercatori.
Lo Zimbabwe, tormentato da conflitti
politici e sociali, è il più
infelice, mentre la nazione più
ricca la mondo, gli Stati Uniti, si
classifica solo al 16esimo posto.
Complessivamente, il mondo diventa
sempre più felice, secondo la
ricerca World Values Survey,
finanziata dal governo Usa e
condotta regolarmente da una rete
globale di scienziati sociali.
Lo studio mostra che dal 1981 al
2007 la percezione di felicità è
aumentata in 45 paesi su 52
analizzati.
"Credo ci sia una forte correlazione
tra pace e felicità", ha detto
Ronald Inglehart, scienziato
politico all'Istituto per la Ricerca
Sociale dell'Università del
Michigan, che ha diretto lo studio.
Secondo Inglehart, ci sarebbe una
forte correlazione anche tra
felicità e democrazia.
"La Danimarca è il paese più felice
del mondo secondo i nostri dati", ha
detto Inglehart in un comunicato
audio diffuso dalla National Science
Foundation, che ha finanziato la
ricerca.
Anche Puerto Rico e la Colombia
hanno raggiunto ottime postazioni in
classifica, insieme a Irlanda del
Nord, Islanda, Svizzera, Irlanda, i
Paesi Bassi, Canada e Svezia.
La ricerca, fatta per la prima volta
nel 1981, viene condotta attraverso
due semplici domande: "In generale,
diresti di essere molto felice,
abbastanza felice, non molto felice,
per niente felice?", e "Quanto sei
soddisfatto della tua vita
nell'insieme, in questi giorni?"
Inglehart e colleghi hanno detto,
nella rivista Perspectives on
Psychological Science, di aver
intervistato 350.000 persone.
(Reuters) |
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Europa senza bambini
Partire da Laviano, Salerno, e
dal suo “baby bonus”
istituito dal sindaco per
tentare di contrastare la
scomparsa demografica del
comune, non è allarmismo.
Non se a farlo è il servizio di
copertina dal New York Times
Magazine di questa domenica,
dedicato alla “Childless Europe”
e alla domanda: “Che cosa
accade a un continente quando
smette di fare bambini?”.
Anche il grande giornale liberal
americano si è accorto che
quanto sta accadendo soprattutto
nel sud e nell’est del Vecchio
continente non è un semplice
calo di natalità, ma la premessa
di un crollo demografico che
potrebbe risultare irreversibile
nel giro di 45 anni, due
gererazioni.
Gli studiosi hanno creato la
definizione di “lowest-low
fertility” per indicare il tasso
di fertilità inferiore all’1,3,
considerato un punto di non
ritorno.
Da quando “The Population bomb”
spaventava il pianeta le cose
sono cambiate in meglio, scrive
il NYT. Ora la crisi è
opposta, i migliori governi
attrezzano politiche di aiuto
alla nascita. Il dato di
riferimento, si legge, è stato
fornito dall’Eurobarometro nel
2006: il desiderio di figli
delle donne europee è di 2,36,
oltre il tasso di sostituzione.
Come mai la realtà è diversa?
E cambia da paese a paese?
Il discrimine sta nei diversi
sistemi di welfare a sostegno
della maternità messi in atto
nei decenni scorsi. L’Italia,
epicentro del reportage del NYT,
inizia soltanto ora a
rifletterci su. (IlFoglio.iT) |
LA
MUSICA: UNA VIA PER LA SALUTE
Attraverso numerose
sperimentazioni, nell'ultimo
ventennio, si è accertato che la
musica è in grado di agire
sull'organismo umano nella sua
globalità, contemporaneamente a
livello emotivo, muscolare ed
endocrino.
Fino dalla fase prenatale, la
musica è in grado di intervenire
positivamente sullo sviluppo del
feto, fornendo un vero e proprio
nutrimento al cervello in
formazione, attraverso gli
stimoli vibrazionali.
La musica agisce sull'uomo come
un equilibratore delle energie
fisiche (cellule muscolari,
sistema ormonale, etc) ma anche
emotive, legate alla memoria e
all'affettività, attraverso la
risonanza. Le forme vibrazionali
generate dalla musica agiscono
con risultati incredibili, sulla
struttura del corpo, la cui
salute è "equilibrio fra i tre
sistemi basilari per la vita:
cerebrale, endocrino ed
immunitario".
La musica, se ascoltata
regolarmente, ci consente di
prevenire quelle forme di ansia
che possono essere l'anticamera
dello stress, il grande nemico
del sistema immunitario, e
contemporaneamente di dare
dinamicità alle energie vitali.
E' però necessario sottolineare
che la musica, da sola, non può
assicurarci un perfetto stato di
salute, ma deve essere
accompagnata da uno stile di
vita equilibrato. Non è
difficile capire che ciò che
indichiamo come stile di vita
equilibrato è semplicemente -
come lo definiscono i
ricercatori scientifici più
avanzati - "il lavoro di
prevenzione che non solo renderà
più facile e serena la nostra
esistenza e ritarderà
l'invecchiamento ma migliorerà
sensibilmente la qualità della
vecchiaia": LA SALUTE DELL'UOMO
SI GIOCA SULLA PREVENZIONE FINO
DALL'INFANZIA. LA MUSICA E'
PREVENZIONE.
METTERSI IN ASCOLTO
Essere all'ascolto significa
entrare in rapporto con se
stessi. Ascoltare è una scelta
di segretezza, è un porgere
l'orecchio e il corpo, per
scoprire qualcosa dentro di noi,
per percepire la trasformazione.
Essere in ascolto può diventare
un modo per essere, nello stesso
tempo, dentro e fuori di noi. Se
questo accade, l'ascolto diventa
un "essere al mondo" in una
dimensione nuova. In questo
nuovo stato di coscienza si
risvegliano le emozioni, legate
alla memoria, le emozioni accese
da quella determinata musica.
Ascoltare è ascoltarsi in
profondità, cioè percepire i
cambiamenti che la musica
produce nel nostro corpo e nel
modo di "sentire" il nostro
corpo. Concentrarsi sull'ascolto
significa anche tornare alle
origini, cioè all'epoca in cui
dentro il ventre materno, dalla
24a settimana di vita
intrauterina, potevamo ascoltare
la voce della madre, i suoi
suoni interni, le musiche che ci
proponeva, i suoni del mondo
verso cui tendevamo.
L'ascolto musicale diventa un
processo di cambiamento se non
cerchiamo un senso in ciò che
ascoltiamo, se non tentiamo di
analizzare la musica per
giudicarla, ma accettiamo il
flusso sonoro, semplicemente
facendoci accarezzare, scavare,
trasformare dal suono stesso.
La materia di cui siamo fatti
contiene una straordinaria via
del sapere che influenza tutto
il nostro evolverci ed è in
grado di cambiare la nostra
percezione dell'esistenza.
Info: LudiSounds Milano
-
www.ludisounds.net
|
Canto
corale e bambini: una miscela
formidabile
A Ripatransone una nuova e
importante esperienza per i ragazzi
della sezione “Voci Bianche” di
Montefiore dell'Aso
Angeliche e chiare, le Voci
Bianche del Gruppo
Corale Montefiore, hanno
stupito il pubblico ripano.
Il gruppo di Montefiore dell'Aso ha
infatti partecipato alla decima
edizione della rassegna regionale “Cori
di Voci Bianche”
organizzata dall’Arcom,
Associazione Regionale Cori
Marchigiani, lo scorso 31 maggio a
Ripatransone. La rassegna è stata
una grande occasione per i ragazzi
che si sono esibiti prima a
Montefiore nello splendido scenario
del Museo De Carolis
insieme ad altri due cor e nel
pomeriggio a Ripatransone nell’Auditorium
Sant’Agostino con altri
quattro cori.
La direzione del Coro di Montefiore
è affidata, sin dalla sua nascita,
al maestro Barbara Bucci
che con diletto e notevole
professionalità ha saputo creare e
far vivere una realtà come quella
che da qualche anno si sta
sperimentando con notevole successo
nello storico borgo.
La divisione giovanile del coro del
piccolo borgo nasce nell’ambito del
Corso di Orientamento
Musicale finanziato dalla
Provincia di Ascoli Piceno «con la
duplice finalità di avvicinare i
giovani di Montefiore al canto
corale e di creare un vivaio per
garantire la continuità del Gruppo
Corale stesso» ci dice la stessa
Barbara Bucci.
Composto da circa venti elementi
della scuola primaria e secondaria,
si è esibito in vari concerti in
diversi paesi della provincia fino
ad arrivare alla Rassegna di cori di
Voci Bianche tenutasi a Jesi nel
2007.
«I dieci cori partecipanti alla
Rassegna hanno saputo evidenziare la
grande preparazione di tutti coloro
che operano nel settore. I bambini e
il canto corale, se ben dosati tra
loro, formano una miscela veramente
eccezionale» afferma il Presidente
dell’Arcom, Aldo Cicconofri,
il quale auspica la possibilità di
far proseguire iniziative come
quella di oggi, creando maggiori
possibilità di “Fare Coro” .
|
Alcamo:
corso creativo "Disegni
dei bambini"
Lo Studio di Consulenza
Familiare e
Psicopedagogica di
Alcamo (TP) ripropone il
corso sui "Disegni dei
bambini". Il corso
richiesto, per la
seconda edizione, da
insegnanti, educatori,
mediatori familiari e
studenti universitari si
svolgerà in presenza, ma
anche on line (per
raggiungere chi è
lontano dalla Sicilia).
Verrà rilasciato
attestato finale. Il
corso s'inserirà in un
progetto pilota di rete
collaborativa tra i
partecipanti nell'ambito
delle realtà lavorative
o di studio. La
tematica, è di grande
interesse per gli
operatori sociali di
ambito pedagogico, in
quanto grazie
all'acquisizione di
determinati strumenti
interpretativi si avrà
l'opportunità di
decodificare il
linguaggio dei disegni e
cosa i bambini cercano
di esprimere tramite il
linguaggio grafico. Il
disegno rivela molto di
più di quanto i bambini
spontaneamente dicono.
Tramite essi si
riconoscono paure,
fobie, disagi,
aggressività, altri
sentimenti ed emozioni
repressi, compito degli
adulti è quello di
imparare a capire per
poter aiutare le
richieste silenziose dei
bambini.
Per iscrizioni ed
informazioni
consulentefamiliare@yahoo.it
cell. 3202915529
|
Se i
bambini non giocano più
Dalla
Gran Bretagna all'Italia cresce
l'allarme: i nostri figli non sanno
divertirsi né stare da soli
Gli inglesi hanno scoperto che i
loro bambini
non giocano e ora
lanciano l’allarme. Tutto nacque un
anno fa quando il rapporto dell’Unicef
sul benessere dei bambini inflisse
un umiliante ultimo posto agli
inglesi in quanto a benessere dei
loro figli: ventunesimi su ventuno
Paesi. Gli italiani, tanto per dire,
si collocavano all’ottavo posto.
In Italia si sprecarono
commenti sui soliti mammoni
e bamboccioni di casa nostra. In
Inghilterra andarono in crisi e
partirono le analisi per capire dove
avevano sbagliato. Un’inchiesta è
stata realizzata dalla Bbc: un team
ha seguito con la videocamera 25
bambini nati dopo il 2000 in varie
parti del Paese. Per ognuno furono
filmate 48 ore di vita: le prime 24
durante un giorno di scuola, le
seconde durante un giorno a casa.
«I risultati sono stati
sorprendenti», racconta
Tessa Livingstone, responsabile
dell’inchiesta, sul Daily Telegraph.
«Abbiamo contato le loro risate.
Quelli che giocano di più ridono al
massimo 20 volte, quanto i bimbi che
giocano meno. Tessa Livingstone,
psicologa infantile e produttore di
una serie televisiva che da otto
anni racconta i bambini sulla Bbc,
cita ad esempio il caso di Tyrese:
in un’intera giornata ha avuto solo
25 minuti per giocare in santa pace
e quando va al parco con la sorella
più grande appare sola e annoiata,
non sa nemmeno come divertirsi.
I bambini inglesi non
giocano e non sono per
nulla abituati a stare da soli. Due
su tre di quelli che hanno da otto a
dieci anni delle interviste
realizzate, non sono mai stati in un
negozio o in un parco senza adulti e
uno su tre non ha mai giocato fuori
casa senza un adulto.
C’è da preoccuparsi, avverte
Tim Gill, esperto di bimbi
e giochi. «I bambini di oggi vivono
da prigionieri, non hanno alcuna
opportunità di incontrare altre
persone e di esplorare il territorio
intorno a loro».
Non esplorano per nulla,
infatti, i bambini, restano
in casa. Quelli inglesi guardano la
televisione più di tutti gli altri
bambini europei. Due su tre hanno
anche l’apparecchio in camera. Uno
dei bambini dell’inchiesta ha
trascorso quasi nove ore della sua
giornata a casa passando da uno
schermo all’altro, un altro sette
ore a giocare con un videogame.
Perlomeno sono al sicuro,
verrebbe da pensare. Tanya
Byron, psicologa, spiega a Tessa
Livingstone: «Ormai hanno più
probabilità di incontrare un
pedofilo su Internet che in un
parco». Il consiglio della
dottoressa Byron, allora, è di dare
l’opportunità ai propri figli di
andare in giro, nella vita reale,
con gruppi di coetanei sotto la
guida di adulti. «In questo modo
possono fare esperienza e li si può
controllare. In Internet no».
E poi c’è il problema di
come si parla ai propri figli.
Due genitori su tre hanno con i loro
figli una conversazione di puro
servizio e solo una famiglia su tre
chiacchiera a lungo con loro.
Poveri bimbi inglesi,
insomma, ma anche quelli
italiani non sono messi poi tanto
meglio. Dai dati raccolti dal Centro
di documentazione e analisi per
l’infanzia di Firenze risulta che il
44% dichiara di giocare da solo. Il
95% di quelli che hanno tra i 3 e i
10 anni durante i giorni non festivi
giocano prevalentemente nella
propria abitazione. E da una ricerca
realizzata nel 2002 da Disney
Interactive fra psicologi e
pedagogisti risultava che i papà
giocavano con i propri figli in
media mezz’ora. E solo il 5% degli
esperti riteneva che una mamma
passasse più di tre ore al giorno
con i propri figli.
Per quanto riguarda la tv,
l’ultima ricerca Eurispes del 2007,
sottolinea che tre bambini su dieci
tra i 7 e gli 11 anni affermano di
non poter rinunciare alla
televisione, mentre il 20,2%
preferisce la Playstation. Il 44,6%
rimane davanti alla televisione per
un lasso di tempo che va da una a
due ore, mentre tra chi gioca il 39%
arriva fino a due ore. Oltre la metà
dei bambini sono seguiti da un
adulto nell'utilizzo della tv, ma
quasi quattro bambini su dieci
possono guardarla senza alcun
controllo da parte di adulti. Il
37,1% dei bambini guarda la Tv per
passare il tempo. E un bambino su
tre dai 7 agli 11 anni (33,6%) si
collega ad Internet da solo.
Flavia Amabile (La Stampa.iT) |
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GARDALAND
TRASFORMATO IN SET
CINEMATOGRAFICO D’ECCEZIONE
Gardaland, il parco divertimenti
n°1 in Italia da sempre attento
e sensibile alle iniziative
solidali, ha ospitato - nei
giorni scorsi - una troupe
cinematografica davvero
inconsueta: protagonisti del
film sono stati, infatti, dei
giovanissimi attori che
interpretano, ciascuno, il
personaggio – fiabesco,
letterario, cinematografico o
televisivo – in cui desiderano
identificarsi.
Si tratta di bambini affetti,
per la maggior parte, da gravi
patologie ematiche, in cura
presso l’Ospedale San Gerardo di
Monza.
Promotrice di questo “film dei sogni” è
la Fondazione Magica Cleme
Onlus, creata nel 2004 in
memoria di Clementina Niada. Nel
desiderio di reinterpretare la
vita di Clementina, la sua
energia e la sua voglia di
essere felice nonostante la
lunga malattia che ha dovuto
affrontare, la Fondazione si è
data l’obiettivo prioritario di
far divertire i bambini malati,
organizzando viaggi, eventi,
feste e tutto ciò che può
contribuire ad appassionarli e a
offrire loro momenti preziosi di
speranza e di serenità.
Il film ha coinvolto un vasto gruppo di
bambini e adolescenti in tutte
le sue fasi: dalla sceneggiatura
- cui ciascuno ha apportato il
suo contributo creativo, alle
riprese - di cui co-autori sono
stati protagonisti a turno.
I viali di Gardaland si sono
così illuminati sotto i
riflettori della troupe
cinematografica e si sono
riempiti di telecamere,
cavalletti, comparse, truccatori
e costumisti ma gli attori
principali sono stati proprio
alcuni dei bambini ammalati e
che hanno potuto realizzare
alcuni dei loro sogni più belli.
Una bambina si è trasformata
nella Sirenetta e,
con la sua coda luccicante, ha
potuto avvicinare i
delfini del Palablù di
Gardaland, accompagnata dalla
dolce presenza degli
addestratori del delfinario.
Grazie ad alcuni effetti
speciali e sfruttando il
miraggio offerto dalle vetrate
subacquee, la sirenetta sembra
immersa in una gioiosa danza con
questi meravigliosi animali del
mare.
Il set si è poi spostato
nell’affascinante mondo di
Fuga da Atlantide, dove
leggenda ed fantasia
hanno fatto da scenario ad un
altro sogno degli “avventurieri”
del polo pediatrico infantile
dell’Ospedale di San Gerardo di
Monza.
Nella sceneggiatura non poteva
mancare un tuffo
nell’avventuroso mondo dei
pirati: supportati dalla
fantasie delle costumiste del
Parco, il set si è colorato con
loschi filibustieri ed i bambini
si sono lanciati in emozionanti
duelli sulla plancia di comando
dell’antico veliero de I
Corsari.
Dai duelli tra bucanieri si è
passati al mondo
principesco di Sissy:
con il prezioso contributo della
direzione artistica di Gardaland
e del maneggio di Vittorio
Nencini, è stato ricreato a
Gardaland un angolo d’Austria
con una bimba nei panni della
Principessa che in sella ad un
cavallo bianco, passeggiava nei
giardini della Giostra
cavalli.
I giardini del Parco e del
Gardaland Hotel Resort,
invece, hanno permesso una
scenetta con due pittrici in
competizione mentre
gli ospiti del parco si sono
lasciati gioiosamente
sorprendere e incuriosire da
questa allegra carovana
cinematografica della
solidarietà e hanno immortalato
questi momenti con numerosi
scatti fotografici.
Ideato, realizzato e prodotto da una
troupe di professionisti del
cinema e della televisione (tra
i molti, la casa di produzioni
On Air con la regia di Giancarlo
Cornalea) che hanno deciso di
offrire il loro contributo alla
Fondazione, il “film dei sogni”
è diventato realtà grazie al
sostegno costante delle
Iniziative Speciali di
Publitalia, di MediaFriends e di
Videotime: queste società ed
altre del Gruppo Mediaset hanno
contribuito generosamente al
film durante il suo intero ciclo
di lavorazione, con il loro
supporto operativo e la loro
competenza professionale.
Attualmente in fase di montaggio, il film
sarà utilizzato dalla Fondazione
Magica Cleme per illustrare ai
suoi pubblici di riferimento (in
particolare medici, assistenti
sociali e scuole) il punto di
vista, spesso ignorato, del
bambino affetto da gravi
malattie. Il modo in cui i
piccoli affrontano queste
difficoltà emerge, infatti, con
forza e poesia dalle scene del
film, nel quale ciascuno dei
personaggi - che i suoi
protagonisti hanno scelto di
interpretare - diventa veicolo
d’espressione dei loro
sentimenti più veri.
Il
mini-film verrà, inoltre,
presentato ad uno dei prossimi
Festival del
cortometraggio (Festival
Internazionale di Roma o Giffoni
Film Festival).
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Per
vivere veramente in pace
bisogna andare in
Islanda
Esaminati dall'economist
140 stati: l'Italia è
28esima, precede sia la
Spagna, 30esima, che la
Francia, 36esima. Iraq
ultimo
LONDRA
- Sarà anche uno dei
posti più freddi e
lontani al mondo, però
riesce a garantire ai
suoi cittadini il
massimo della stabilità
e tranquillità.
L'Islanda, il paese
europeo più remoto del
continente, è anche il
più pacifico al mondo:
lo ha stabilito
l'annuale ricerca sul "Global
Peace Index" (Indice
della Pace globale)
pubblicata a Londra e
stilata dall'Economist
Intelligence Unit,
organo legato alla
rivista britannica
The Economist.
L'indice valuta i paesi
tenendo conto di 24
criteri, tra cui la
criminalità interna,
numero dei reati
violenti, stabilità
politica, spese militari
e possibili azioni
terroristiche.
STUDIO
- Quest'anno
lo studio ha esaminato
la situazioni di ben 140
stati: l’Islanda
precede in vetta alla
classifica altri due
nazioni dell'Europa del
Nord, la Danimarca e la
Norvegia. Seguono nella
top ten Nuova Zelanda,
Giappone, Irlanda,
Portogallo, Finlandia,
Lussemburgo e Austria.
Come si nota tra i primi
dieci vi sono ben 8
stati europei, mentre il
Giappone è l'unico Paese
del G8 ad essere nella
top ten. Solo dodicesima
la "pacifica" Svizzera,
mentre l'Italia si
attesta al ventottesimo
posto e precede sia la
Spagna (trentesima) che
la Francia
(trentaseiesima)
I
PEGGIORI
- Poche
sorprese se guardiamo la
classifica partendo dal
fondo: il paese più
violento si conferma
l'Iraq, seguito dalla
Somalia, dal Sudan,
dall'Afghanistan e da
Israele. Male la Gran
Bretagna
(quarantanovesima), gli
Usa (novantasettesimi) e
la Russia
(centotrentunesimi).
Questi ultimi due sono
addirittura preceduti
dalla Cina comunista che
si piazza al
sessantasettesimo posto.
Secondo il rapporto in
linea generale i
conflitti sarebbero
diminuti, ma persiste il
problema dell’aumento
della fabbricazione di
armi: “In media gli
indici dei conflitti
interni, dei crimini
violenti,dell’instabilità
politica e dei possibili
atti terroristici sono
diminuiti marginalmente”
recita lo studio.
"Tuttavia, le spese
militari sono
cresciute”.
COMMENTI
-
Ingibjorg Solrun
Gisladottir, ministro
degli esteri islandese,
afferma di essere felice
di questo ottimo
risultato: «Siamo
davvero contenti che
l'indice gratifichi i
valori della nostra
piccola società
democratica che non ha
un esercito militare e
da centinaia di anni
promuove la pace».
Secondo Steve Killelea,
l'imprenditore
australiano che ha
ideato il "Global Peace
Index", lo studio
dimostra che il mondo
negli ultimi anni è meno
violento rispetto al
passato: «Sembra che
quest'anno il mondo sia
un pò più pacifico -
spiega Killelea -. Ciò è
incoraggiante, ma gli
Stati devono fare
ulteriori passi in
avanti per raggiungere
la strada della pace».
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Corsi
estivi di illustrazione 2008
Illustriamo una favola
MONSAMPOLO DEL TRONTO
(AP) - È l'illustrazione
del libro il
tema su cui verteranno i
corsi organizzati dal 21
luglio al 9 agosto 2008.
Tre professioniste del
disegno affermate a
livello nazionale,
accoglieranno
disegnatori esperti e
principianti e quanti
vorranno avvicinarsi al
magico mondo del libro
illustrato:
Daniela Ballestra
(corso base),
Francesca Salucci
(corso
specialistico) e
Francesca Vignaga
(coloriamo la fantasia),
sono infatti i nomi
delle insegnanti che
condurranno i corsi, tre
nomi noti del panorama
del disegno italiano,
esperte nella
realizzazione di
illustrazioni di testo.
I corsi, per ragazzi, si
terranno presso la
scuola media statale di
Monsampolo e si
suddivideranno in un
corso base ( per chi non
ha esperienze nel campo
degli studi artistici) e
in due corsi
specialistici.
I corsi, al termine del
quale verrà rilasciato
un attestato di
frequenza, si
svolgeranno dal lunedì
al sabato con orario
full time 9/13 e 15/19.
Per ulteriore info e
programmi: contattare
Daniela Ballestra
coordinatrice dei corsi,
tel. 340/67.20.93.6
Internet:
www.danielaballestra.it
E-mail:
pannalulu@tiscali.it
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27 giugno - 6 luglio
11-20 luglio 2008
ARTEFATTA il 6-7 settembre 2008
(guarda
il depliant di artefatta)
Nei
Centri di Vacanza organizzati da Artebambini
e dall’Associazione Attività Educative i
bambini e i ragazzi vivono una vacanza e
nello stesso tempo un’opportunità educativa
significativa.
Il Centro di Vacanza diventa il momento per
esprimersi, confrontarsi, sperimentare le
proprie capacità di autonomia.
Educatori professionalmente preparati
presenti in ogni momento della giornata
garantiscono il buon andamento della vita
comunitaria
e fanno vivere la vacanza come esperienza
attiva in cui sperimentare il rapporto con
l’ambiente naturale e umano circostante.
Tra
le attività elenchiamo:
• escursioni al Lago Trasimeno, a Perugia e
a Cortona, all’isola Polvese e all’isola
Maggiore;
• laboratori artigianali: creta, fusione del
vetro, falegnameria, tessitura, pittura;
• grandi giochi nel bosco: le tracce, giochi
di squadra e notturni;
• laboratori scientifici: aquiloni sled,
mongolfiere, orologi solari, meridiane e
astrolabi;
• laboratori d’arte: ritratti, sculture,
bestiari fantastici.
Per i ragazzi più grandi è prevista anche la
visita di Perugia durante il tradizionale
Festival di musica jazz.
I bambini e i ragazzi saranno ospitati nelle
accoglienti strutture della fattoria La
Buona Terra e del Villaggio Ecologico
Pantarei, immerse in uliveti secolari e
boschi di querce.
I ragazzi sono ospitati in camere da 6-7
posti, i pasti vengono preparati in loco da
personale specializzato.
È una
proposta di:
ASSOCIAZIONE ATTIVITÀ EDUCATIVE e
ARTEBAMBINI
via del Gandolfo, 5G - 40053 BAZZANO BO
tel. 051.830990 / 830852 - fax 051.839457
e-mail:
artebambini@tiscalinet.it
www.rivistadada.it |
|
BAMBINI
PIU' FELICI ATTRAVERSO I COLORI
la felicità passa attraverso
il colore, un incontro
'Bambini più felici grazie al colore'.
Questo è lo slogan all’insegna del
dibattito pubblico al Centro d’Incontro
di Pollenzo (CN), in cui si è discusso
di esperienze progettuali dedicate al
colore nell’architettura d’interni, con
particolare riferimento alla Scuola
dell’Infanzia locale 'Regina
Margherita di Savoia', ma non solo.
Un team di esperti, coordinato da Giulio
Bertagna, Color designer e docente in
Percezione e Colore al Politecnico di
Milano, e da Alberto Vissio
Scarzello, Conservatore delle
Universalità Archivistiche di
Euclide Milano (autore, tra l’altro, di
cenni storici sull’edificio ospitante
oggi la scuola materna pollentina, fatto
costruire nella seconda metà
dell’Ottocento da Casa Savoia per
ospitare una scuola per i figli dei
borghigiani), ha illustrato il
progetto di laurea della giovane
braidese Anna Manissero, dedicato
proprio alla Scuola dell’Infanzia
'Regina Margherita di Savoia' di
Pollenzo.
Sul tavolo, le proposte per migliorare e
rendere 'a portata di bambino' non solo
il plesso pollentino, ma tutte le
strutture scolastiche della zona: negli
ultimi anni, infatti, è emersa la
necessità di investire sulla cosiddetta
'percezione cromatica'.
Un buon rapporto con l’edificio
scolastico, spiegano gli esperti,
migliora l’educazione dei bambini e
permette loro di crescere in un luogo
che stimola l’apprendimento ed il
dialogo. Infatti, partendo dal
presupposto che l’essere umano dovrebbe
essere al centro di qualsiasi progetto a
lui destinato, a maggior ragione il
fenomeno del colore, strettamente
correlato con la percezione, risulta un
imprescindibile oggetto di studio già in
fase progettuale.
Durante la serata, quindi, sono state
illustrate e discusse le proposte di
riqualificazione della scuola materna
pollentina: niente a che vedere con i
tradizionali progetti di 'ristrutturazione',
poiché lo studio del colore mescola
psicofisiologia ed architettura
d’interni. "I muri devono parlare –
sostengono gli studiosi del colore – per
scongiurare il pericolo che la scuola si
trasformi
da fondamentale ambiente educativo a
banale contenitore di attività".
La conferenza, organizzata
dall’Associazione Turistica Pro Loco 'La
Torre' di Pollenzo, con il patrocinio
della Provincia di Cuneo e della Città
di Bra, ha avuto luogo allo 'SpazioEventi'
del Centro d’Incontro di Pollenzo.
Per informazioni, contattare il numero
0172-45.82.84. |
Allegro, colorato e
morbido cresce il design
per bambini
IRENE
MARIA SCALISE
da (Repubblica.iT)
Colorato, allegro, senza
angoli e morbido da
toccare. Il design per i
bambini è così. Una
versione soft di quello
per gli adulti. Piace ai
piccoli, ma soprattutto
ai grandi che si sentono
rassicurati nel vedere
mobili, elementi
d’arredo e giochi
pensati ad hoc per le
camere dei propri figli.
Negli ultimi anni le
star del design dedicano
buona parte della loro
creatività agli under
ten e le aziende,
gratificate da i
risultati di
un’insperata fetta di
mercato, li
incoraggiano.
In realtà i predecessori
di quella che appare
come una tendenza
dell’ultima ora sono più
che illustri. Ad aprire
le danze ci furono, in
tempi non sospetti, le
poetiche sperimentazioni
di Bruno Munari. Ma
anche, negli anni ‘30, i
giochi dalla scuola del
Bauhaus: Hampelmann il
coloratissimo burattino
mobile, e Steckpuppen,
entrambi griffati da
Margaretha Reichhardt.
Quindi, negli anni ‘50,
i primi libri illustrati
da Enzo Mari e gli
arredi studiati per le
scuole montessoriane. La
prima a passare agli
onori della cronaca
vincendo un compasso
d’oro fu, nel ‘64, la "Seggiolina
per bambini 4999".
Progettata da Marco
Zanuso e Richard Sapper
per Kartell, era pensata
per asili e scuole
elementari in materiale
plastico, stampata a
iniezione, smontabile e
sovrapponibile.
Ultimamente, e con un
ritmo inaspettato, è
tutto un progettare,
disegnare e rielaborare
per i più piccini. Gli
ingegnosi svedesi dell’Ikea
hanno già da tempo
ideato la collezione "Ikea
Ps". Si tratta di mobili
da gioco, fanno sapere
dalla casa madre, più
che di semplici mobili o
giocattoli e li hanno
realizzati 22 designer
per un totale di 32
progetti. La collezione
junior di Driade, la
Driadekosmo, non è da
meno: ci sono prodotti
realizzati da Naoto
Fukasawa, per gli
arredi, e da Vittorio
Locatelli per i
giocattoli. Qualche
esempio? La sedia e
sgabello Anyo Chair e
Anyo Stool con una
struttura in acciaio e
scocca in poliuretano
schiumato rivestite in
tessuto pile
elasticizzato colorato.
Ma anche il set da
tavola Dinner composto
da vassoio, piatti,
posate e bicchiere e i
tappeti in pura lana
vergine 100% con
lavorazione a mano.
Infine la casagioco in
cartone colorato e una
collezione di animali in
panno di lana. Tra i
nomi più glamour spicca
quello di Nume design,
marchio considerato
molto alla moda e nato
con un focus ben
preciso: creare stimoli
intellettivi.
Anche l’azienda Campeggi
ha assodato un team di
designer illustri come
Denis Santachiara,
Giovanni Levanti e
Lorenzo Damiani. La loro
comune idea è ripensare
lo spazio dedicato ai
bambini sottolineandone
il lato trasformabile:
pouf che si gonfiano e
diventano letti di
emergenza (Bulletto di
Santachiara), poltrone
reversibili in letti a
castello (Castelletto di
Damiani), tavolini dalla
doppia funzione di
scrivanie e pianoforti
(il Tumb Tumb di Damiani).
Il brand Magis, per
realizzare i prodotti
dei più piccoli, si è
rivolto ad un consulente
molto speciale: il
pedagogo londinese
Edward Melhuish. Il
risultato? La collezione
Me Too (come dire: ci
sono anche io!) composta
di oggetti mirati a
sollecitare le
percezioni dei piccoli e
ad aiutarli a prendere
le misure di quella che
sarà la dimensione
adulta. Inga Sempé,
invece, ha disegnato
Chantilly per Edra. E’
un divano che prende
ispirazione dal modo che
hanno i bambini di
utilizzarlo: sedersi a
cavalcioni sullo
schienale. Molti oggetti
di design per bambini
hanno un’anima vintage.
Nascono dalla
rielaborazione di pezzi
storici. E’ il caso di
Vitra che, a 35 anni
dalla nascita, ha
riproposto la Panton
chair Junior. La Panton
era una colorata seduta
dalle forme sinuose che,
nel 1967, fu progettata
in tre formati ma fu
prodotta solo nella
versione per adulti.
Anche la casa svizzera
Naef Spiele Ag ha
lanciato sul mercato 19
giochi d’autore in legno
che spesso si rifanno a
giochi tradizionali
ideati dalla scuola del
Bauhaus.
Il marchio inglese
Habitat, invece, ha
pensato ai più piccini
realizzando una
collezione di undici
oggetti disegnati da
personaggi dello star
system e designer.
L’idea è d’interrogarsi
sui sogni che
accompagnano proprio i
più piccoli realizzando
arredi che abbiano a che
fare con i mestieri
futuri.
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I personaggi dei cartoni
di Nickelodeon |
La tv dei bimbi si spegne per un
giorno
Triste primato: un italiano su
tre dai 5 ai 17 anni è
sovrappeso
MICHELA TAMBURRINO
MILANO
I bambini sono pigri e mangiano
male. Passano pomeriggi sdraiati
sul divano davanti alla tv, il
23% s’imbottisce di merendine. A
tavola invece sono svogliati. In
compenso il 15% non pratica
alcuno sport. La giornata
casalinga prevede più di due ore
davanti al computer impegnati ai
videogiochi. Otto bambini su
dieci utilizzano il web
quotidianamente, il 25% per più
di due ore. Esiste anche una
geografia degli stili di vita
per regione: in testa per uso
del pc i calabresi, in coda
sardi, umbri e valdostani.
Il quadro sconfortante della
realtà giovanile italiana viene
da un’indagine Swg per Moige. A
lasciare interdetti è un altro
elemento che arriva dall’Iots (International
obesity task force) e apre una
finestra su quelli che sono gli
insegnamenti alimentari che i
genitori impartiscono ai figli:
il 36% degli italiani dai 5 ai
17 anni è sovrappeso e questo ci
pone al primo posto in Europa,
battendo, se pur sul filo di
lana, gli spagnoli. Un trend
negativo in crescita: entro il
2010 si prevede il raddoppio del
dato.
Un problema grave che ha fatto
scattare l’allarme:
l’Organizzazione mondiale della
sanità invoca una maggiore
sensibilizzazione delle famiglie
e della scuola, la Coldiretti
avverte che le malattie
dell’obesità sono responsabili
del 7% dei costi sanitari. In
tale contesto anche una singola
iniziativa può aiutare.
L’ha presa Nickelodeon, il
canale d’intrattenimento per
bambini più diffuso al mondo.
Nato negli Usa 29 anni fa è
capace di raggiungere 300
milioni di case in tutto il
mondo, è approdato in Italia nel
2004 su Sky (canale 604). I
dirigenti hanno deciso di
spegnere Nickelodeon per un
giorno, mandando in video oggi,
e per 24 ore, un cartello che
invita i piccoli spettatori a
uscire da casa e a giocare nei
parchi.
La giornata di Nickelodeon è
accompagnata da iniziative in
tutte le maggiori piazze
italiane. Ne parla Massimo
Bruno, responsabile editoriale:
«Siamo convinti della nostra
scelta, ci farà perdere migliaia
di euro in pubblicità e punti di
share ma è in linea con la
filosofia provocatoria di
Nickelodeon, fedele all’idea che
la tv vada usata in maniera
intelligente e nel rispetto dei
bambini. Il play day è una
provocazione simbolica che vuole
combattere la dipendenza da junk
food che ha assunto dimensioni
d’allarme sociale. Per questo
abbiamo un sito visitato da un
milione di bimbi: insegna le
procedure di una vita sana».
Una situazione che vede i
genitori sul banco degli
accusati, colpevoli di
trascuratezza. Ma c’è chi cerca
di affrontare la situazione con
fantasia. Come Ambra Angiolini,
due figli di 4 e 2 anni. «Non
passo il mio tempo a pormi il
problema della tv, mi limito a
occupare la loro giornata con
cose divertenti. I piccoli
cercano di emulare i genitori e
allora insieme ascoltiamo
musica, facciamo torte e
guardiamo anche la tv. E in casa
faccio entrare solo i cibi che
dico io. Per coerenza ho
rifiutato di fare uno spot per
merendine: ai miei figli non ne
faccio mangiare e non vedo
perché dovrei pubblicizzarle».
(LaStampa.iT)
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Ciclofficine
Da qualche anno in
Italia esistono le ciclofficine popolari. La prima é
nata al Bulk di Milano, un centro sociale, ma adesso é
chiusa, e ne é nata un'altra in un posto incredibile, la
Stecca degli Artigiani al quartiere Isola. Ora anche
questa é stata chiusa per lo sgombero della Stecca, ma é
rinata poco più in là.
A Roma ce ne sono diverse. Io uso andare alla
Ciclofficina del Gazometro, in via del Gazometro 12.
Nelle ciclofficine ci si può riparare o costruire una
bicicletta per intero. Si recuperano vecchi catorci
abbandonati, si smontano e revisionano, e i pezzi
restano lì a disposizione di chiunque voglia farsi una
bicicletta. Se non sai dove mettere le mani, qualcuno ti
aiuta e poi lavori da solo.
Il loro messaggio é semplice: puoi spostarti meglio e lo
puoi fare con un mezzo che nasce quasi interamente dal
tuo lavoro. Impari a conoscerlo in ogni dettaglio e
quindi diventi indipendente anche dai meccanici.
Paolo Bellino
Info:
http://www.movimentofisso.it/bici.aspx
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Parchi e Giardini di Roma
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cosa c'è per i
bambini?
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- La cultura rurale
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