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L'infanzia di
Ivan
Il film descrive la
fanciullezza di Ivan, bruscamente troncata dagli
eventi bellici della seconda guerra mondiale, il
cui desiderio di vendetta diventa capace di
trasformarlo in una cieca macchina da guerra.
Ivan è un dodicenne che la guerra ha reso orfano,
ponendo crudelmente fine ai suoi giochi, al suo
sorriso ed anche al suo primo innocentissimo
idillio. Risentito ed offeso (sul muro di una
cella illumina con una torcia l'appello lanciato
da un gruppo di giovani russi condannati a morte:
"Vendicateci!", avrà una repentina
evoluzione, dominata dall'ossessione di riscattare
i suoi morti, i bambini massacrati, le vittime
della furia nazista.
Per condurre la propria battaglia decide di
seguire le truppe dell'armata rossa al fronte,
diventando un esploratore ed un informatore di un
reggimento di prima linea: una sorta di staffetta
preziosa, in quanto capace di attraversare a nuoto
il fiume che separa le linee nemiche,
intrufolandosi nei pertugi o attraverso il filo
spinato.
Benvoluto dai soldati, che rappresentano la sua
nuova famiglia e che invano cercano di convincerlo
a tornarsene a scuola (ci provano, ma lui fugge),
fermo nei suoi propositi, precocemente maturo, ma
al contempo bisognoso di affetto, Ivan scomparirà
durante una missione pericolosa, la sua ultima
avventura, poi gli sarebbe stato concesso di
allontanarsi dal fronte.
Solo a guerra finita, presso la sede della polizia
segreta di Berlino, la sua fotografia emergerà
ufficialmente tra i fascicoli dei morti civili:
impiccato dai nazisti. |
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