PARTE
L'UNDICESIMA SETTIMANA DEI BAMBINI
DEL MEDITERRANEO
Un mare di incontri nella città
bianca
di Raffaella Lofino
19- 25 ottobre: Ostuni tornerà al
centro del Mediterraneo dei bambini
con il suo ormai tradizionale
appuntamento dedicato, appunto,
all’infanzia. Il sindaco Domenico
Tanzarella e la sua nuova giunta,
pur tra difficoltà oggettive, ha
voluto confermare la originale
iniziativa di carattere
internazionale.
…Dinanzi agli occhi scorrono
ancora le immagini dei vicoletti
della Città Bianca popolati di una
moltitudine coloratissima di gente e
culture… Con l’avvento dei primi
freschi e della scuola, ritornano
protagonisti i bambini del
Mediterraneo… con i loro racconti,
le storie, gli incontri… “Un mare di
incontri nella Città Bianca”: questo
il titolo della Settimana dei
bambini del Mediterraneo , giunta
quest’anno alla 11° edizione.
Mai titolo più indovinato… perchè
sono davvero tanti e intensi gli
scambi, i legami che s’intessono fra
i bambini italiani e i loro coetanei
delle delegazioni straniere… perché
fra storie, giochi e libri, tanti
adulti, spesso lontani, mettono a
disposizione la propria
professionalità per aiutare i più
piccoli a sognare e a costruire un
mondo di pace…
Un mare di incontri
caratterizzano l’organizzazione
dell’iniziativa, che vede la
partecipazione sempre più
appassionata ed attenta delle
scuole, dei paesi limitrofi e delle
Associazioni, che a distanza di 10
anni sentono di voler condividere il
desiderio espresso nella prima
edizione dall’ideatore e
coordinatore dell’iniziativa, Prof.
Lorenzo Caiolo “Questo immenso
patrimonio di relazioni nuove, di
emozioni, di conoscenze, di
alleanze, di progetti, di desideri
non può rimanere circoscritto o,
peggio, dissolversi: sarebbe una
grave offesa alle coscienze dei
bambini e alle nostre intelligenze.
Il buon senso richiede continuità e
ampliamento della rete”.
L’iniziativa, promossa dal Comune
di Ostuni, ed in particolare
dall’Assessorato alle Politiche
Sociali, patrocinata
dall’Assessorato alle Politiche
Sociali della Provincia di Brindisi,
organizzata in collaborazione con le
scuole e i paesi limitrofi, si terrà
nella Città Bianca dal 19 al 24
ottobre. Nell’ultima Settimana si
sono succeduti diversi incontri
organizzativi, che hanno generato
una molteplicità di interessanti
contributi.
Lo scorso 3 settembre presso la
Biblioteca Comunale di Ostuni, il
Prof. Lorenzo Caiolo, insieme
all’equipe, ha incontrato le scuole
della Città Bianca, gli Assessori e
i Referenti dei Comuni limitrofi:
Ceglie Messapica, Cisternino, Oria,
San Pancrazio Salentino, San Vito
dei Normanni. Nel corso
dell’incontro, contestualizzando la
Settimana nell’attuale momento
storico e richiamando alla memoria
il 30° anno dalla morte di Gianni
Rodari, maestro silenzioso della
Settimana, il Coordinatore ha
lanciato il tema di quest’anno: “Il
Mediterraneo; un mare di…
accoglienza” .
Tale scenario tematico intende
riprendere con forza il messaggio
del pugliese don Tonino Bello:”la
convivialità delle differenze”.
L’Assessore alle Politiche Sociali,
Dott. Moro, felice della buona
riuscita dell’iniziativa negli anni
scorsi, ha espresso gratitudine nei
confronti degli esperti, delle
delegazioni e dello staff
organizzativo e ha auspicato una
sempre proficua collaborazione con i
comuni limitrofi, con l’augurio che
l’iniziativa diventi parte
integrante della comunità Ostunese.
Il Dirigente del Settore
“Politiche Sociali”, Dott. Minna,
nel sottolineare l’importanza delle
famiglie, quali asse portante
dell’esperienza di ospitalità dei
bambini stranieri, ha evidenziato la
necessità di un supporto
sociopsicopedagogico. Pertanto,
un’elemento di novità caratterizza
questa 11°edizione: un’equipe di
specialisti (uno psicologo, una
sociologa, un’assistente sociale e
un’educatrice professionale)
affiancherà, prima e durante
l’evento, le generose famiglie
ospitanti.
Infine, il Dott. Alessandro
Laresca, Referente del Centro
Servizi per il Volontariato, ha
sottolineato la centralità della
Settimana, quale opportunità per
rendere più visibile il
volontariato. Il coordinatore ha
rimandato ai prossimi giorni la
diffusione dei dettagli
sull’iniziativa… Intanto ha augurato
buon lavoro a tutti i collaboratori
con le parole di Gianni Rodari: “Or
che i sogni e le speranze si fan
vere come i fiori, sulla luna e
sulla terra fate largo ai
sognatori”! Staff operativo della
Settimana dei bambini del
Mediterraneo n.11
Il Mediterraneo: Un mare di accoglienza
Con Don Tonino Bello a realizzare la convivialità delle differenze
Ostuni 19 - 24 ottobre 2009 - 11^ Edizione
Settimana dei bambini del Mediterraneo 2009
Il Mediterraneo: Un mare di accoglienza
Con Don Tonino Bello a realizzare la convivialità delle differenze
Ostuni 19 - 24 ottobre 2009 - 11^ Edizione
Lunedi 19 ottobre
FESTA DI APERTURA
Ore 9.00 - Raduno nei pressi dell'Area mercatale.
Ore 9.30 - Sfilata e messaggi multiculturali di pace per le vie della città.
Accompagnano: "Pascoli Brass Ensemble" di Ceglie Messapica, Animatrici IPSSS di Brindisi, Banda della Scuola Media "Manzoni" di Cisternino, Sbandieratori e Musici "Rione Lama" di Oria, Mini vigili della Scuola media "San Giovanni Bosco" di Ostuni; Gruppo S.E.R.- Protezione Civile della Scuola media "Orlandini Barnaba di Ostuni; Rappresentanza di Studenti, Docenti, Dirigenti Scolastici e Amministratori dei Comuni di Ostuni, Cisternino, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni.
Ore 11.00 - Piazza della Libertà:
Accoglienza delle delegazioni provenienti da Albania, Burkina Faso, Iraq (Kurdistan), Francia
Apertura ufficiale della "Settimana"
Partecipano: Silvia Godelli (Assessore al Mediterraneo e alla Pace della Regione Puglia), Francesco Mingolla (Assessore Provinciale alle Politiche Sociali), Domenico Tanzarella ( Sindaco della Città di Ostuni), Tommaso Moro (Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ostuni), Domenico Cuttaia (Prefetto di Brindisi), Matteo Magnisi (Vox Populi), Rocco Talucci (Arcivescovo di Brindisi-Ostuni), Giancarlo Piccinni(Presidente Fondazione "Don Tonino Bello"), Marcello e Trifone Bello (fratelli di Don Tonino Bello), Luigi Abbadessa (Dirigente scolastico I.P.S.S.S. di Brindisi) Lorenzo Caiolo (Coordinatore della Settimana dei Bambini del Mediterraneo), Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi della Città di Ostuni.
Ore 11.45 - Danze del mondo a cura delle delegazioni straniere;
Ore 12.00 - Palazzo di Città (Aula Consigliare): Saluto delle delegazioni e interventi delle autorità
LABORATORI (mattina e pomeriggio) e SEMINARI (pomeriggio)
"Casa dolce casa" - Laboratorio a cura di Francesca Archinto (Babalibri)
"La mega festa di uno e due" - "Incontri a tema" Laboratori a cura di Roberto Baita;
"Topino blu. Niente per caso:il valore di un dono" Laboratorio a cura di Chiara Balzarotti;
(disponibile fino a giovedì)
"Piccoli racconti...in scatola" - Laboratorio a cura di Valentina Biletta;
"Un segno nello spazio" - Laboratorio a cura di Corapi Nathalie e Procopio Claudio;
"C'è posto per tutti. Storie, leggende, filastrocche e giochi di e con Elio Giacone"- Laboratorio a cura di Elio Giacone;
"Il pennello della fantasia. Percorso itinerante tra arte e parole" - laboratorio a cura di Massimo Montanari;
"Un viaggio nella foresta. Racconti, miti, cibi e danze africane"- Laboratorio a cura di Clovis Nzouakeu (disponibile fino a sabato);
"Laboratorio multiformecolordanzando. Sentiamo, esploriamo, esprimiamo, attraverso il movimento, il suono...il colore." Laboratorio a cura di Marilina Razzi
"Vi racconto la mia famiglia"- Laboratorio a cura di Mimmo Tardio;
(disponibile anche giovedì)
"La giornata di Sidi e Karisa" - Lettura animata e laboratorio a cura di Mela Tomaselli e Karisa Kahrindi;
"Vi racconto la mia Africa ritrovata"- Laboratorio a cura di Adama Zoungrana;
"I colori dell'accoglienza" - Seminario a cura di Lilian Bohr Farinola;
(disponibile fino a giovedì)
"La Bobina dei pensieri" - Laboratorio a cura di D'Errico Cosimina, Miol Luana e Mastromarini Antonietta dell' Ass.ne Ideando;
INCONTRI CON... (dalle 9.00 alle 12.30)
"Gnamgnammondo,cuoco di pace, e le pentole degli "altri"- I ragazzi incontrano Sandra Dema;
"Unire senza fondere, distinguere senza dividere, rimanendo uniti nella diversità" - I ragazzi incontrano Klodiana Cuka;
"Il colore del mare"- I ragazzi incontrano Alfredo Stoppa;
"I dolori della Pace"- I ragazzi incontrano Giuseppe Goffredo;
(disponibile anche giovedì)
"Perché i giovani del sud vanno al nord" I ragazzi incontrano Danilo Coppola;
(disponibile fino a giovedì)
"Ponti per i bambini di Gaza" - I ragazzi incontrano Rosanna Picoco;
" Pandemonio blues" - "I sogni di Atlante" - I ragazzi incontrano Toni Maraini;
(disponibile anche il giovedì)
Ottimomassimo - Libreria Itinerante
(disponibile fino a sabato)
SPETTACOLI DI ANIMAZIONE (dalle ore 9.00 alle ore 12.30)
"Le filastrocche di Jully"- I ragazzi incontrano Massimiliano Maiucchi;
(disponibile fino a venerdì)
TEATRO (dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
"Ma quando conosciamo i nostri diritti"."I giovani si confrontano su diritti, responsabilità e opportunità". - Incontro dibattito a cura di Andrea Coffari, Roberto Schifone, Luciano Paolucci, Claudio Foti (Movimento nazionale per l'infanzia);
"Come un uomo sulla terra"- Film documentario regia di Andrea Segre. I ragazzi incontrano Andrea Segre e Dagmawi Yimer;
(disponibile anche mercoledì)
DELEGAZIONI
I ragazzi incontrano la delegazione ALBANESE;
I ragazzi incontrano la delegazione dell' IRAQ (KURDISTAN);
I ragazzi incontrano la delegazione del BURKINA FASO;
LABORATORI (mattina e pomeriggio) e SEMINARI (pomeriggio)
"Quattro chiacchiere per sapere chi sei"- Lettura animata e laboratorio a cura di Francesca Archinto (Babalibri)
"Racconti dal mare"-Laboratorio a cura di Roberto Baita;
"Pensieri...in cartolina" -Laboratorio a cura di Valentina Biletta;
(disponibile fino a giovedì)
"Giochiamo insieme" - Laboratorio e seminario a cura di Elio Giacone;
(disponibile fino a sabato)
"La tenda delle storie" - Laboratorio a cura di Massimo Montanari;
(disponibile fino a venerdì)
"il sogno di Caleb" - Lettura animata e laboratorio a cura di Mela Tomaselli e Karisa Kahrindi;
"Leggere, raccontare, dipingere" - Laboratorio a cura di Aziz Fuad;
(disponibile fino a sabato )
"Il giardino dei giochi creativi" - Laboratorio didattico e creativo a cura di Procopio Claudio e Corapi Nathalie
(disponibile fino a venerdì)
".... che sia poesia" - Laboratorio di poesia e presentazione della guida didattica "...che sia poesia" a cura di Malcagni Angela (Editore Secop);
"ABBECETECA ABC con fantasia" - Laboratorio a cura di Pessolano Fernanda;
(disponibile fino a venerdì)
"Laboratorio multiformecolordanzando" - Laboratorio a cura di Razzi Marilina;
(disponibile fino a giovedì)
"Un volto...mille volte" - Laboratorio a cura di D'Errico Cosimina, Miol Luana e Mastromarini Antonietta dell' Ass.ne Ideando;
INCONTRI CON... (dalle 9.00 alle 12.30)
"La stanza dei bottoni"- I ragazzi incontrano Sandra Dema;
(disponibile fino a sabato)
"Non fare tante storie...Ascolta le storie"- I ragazzi incontrano Alfredo Stoppa;
(disponibile fino a giovedì)-
"Mark il piccolo detective" - I ragazzi incontrano Pietro Battipede (Secop Editore)
(disponibile anche sabato)
"Il patentino dei ragazzi" - I ragazzi incontrano Dragan Mraovic (Secop Editore)
(disponibile anche sabato)
"Se entri nel cerchio sei libero" - I ragazzi incontrano Adama Zoungrana
(disponibile fino a sabato)
"Ma quanto conosciamo i nostri diritti? I giovani si confrontano su diritti, responsabilità e opportunità" - I ragazzi incontrano Maura Bartoccetti e Veronica Stalletti ( Movimento Nazionale per l'Infanzia);
(disponibili fino a sabato)
SPETTACOLI DI ANIMAZIONE (dalle ore 9.00 alle ore 12.30)
TEATRO (dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
"Sta cambiando qualcosa" - Spettacolo Teatrale a cura dell'Ass.ne "Oltre quella sedia" di Marco Tortul ;
(disponibile fino a venerdì)
Comuni richiedenti
Conferenza-Dibattito sull'argomento "MA QUANTO CONOSCIAMO I NOSTRI DIRITTI: I giovani si confrontano su diritti, responsabilità e opportunità".
Intervengono: Andrea Coffari, Roberto Schifone, Luciano Paolucci, Claudio Foti (Movimento Nazionale per l'infanzia)
Auditorium Biblioteca Comunale di Ostuni
DELEGAZIONI
I ragazzi incontrano la delegazione ALBANESE;
I ragazzi incontrano la delegazione dell'IRAQ (KURDISTAN);
I ragazzi incontrano la delegazione del BURKINA FASO;
LABORATORI (mattina e pomeriggio) e SEMINARI (pomeriggio)
"L'Africa piccolo chaka"- "Me l'ha detto il topo" - "Un libro di noi" Laboratorio a cura di Roberto Baita;
"Ma tu lo sai chi è HoKusai?" - Laboratorio a cura di Acito Pio:
(disponibile fino a venerdì)
"Storie di viaggio..." - Laboratorio di lettura animata a cura di Cristina Bellemo;
(disponibile fino a sabato)
"Piccoli e corti" - Laboratorio di video animazione a cura di Giovanna Pignataro e Tiziano Squillace;
(disponibile fino a sabato)
"Giocare... sul mondo, come fratelli" - Laboratorio ludico-creativo a cura di Fabio Taroni della Coop. Kaleidos;
(disponibile fino a sabato)
"Fiabe matteriche" - Laboratorio a cura di D'Errico Cosimina, Miol Luana e Mastromarini Antonietta dell' Ass.ne Ideando;
"Sogno, desidero, accolgo...che meraviglia!" - Lettura animata a cura di Cecilia Fabbri;
(disponibile fino a sabato)
INCONTRI CON... (dalle 9.00 alle 12.30)
"Tantetinte,nel mar mediterraneo riceve e regala accoglienza" - I ragazzi incontrano Sandra Dema
"Sorridere nonostante la croce" - I ragazzi incontrano Giuseppe Argentiero e Viviana Marangio dell' Ass.ne Culturale Movimento Circolare;
(disponibile fino a sabato)
"Non ci dimenticate! Diario di un cammino di Pace, tra Palestina e Israele" - I ragazzi incontrano Paolo Farina;
"Nebbia di strega" - "XJ7K dallo spazio alla Casa Bianca" - "1940-1945 Giole, fuga per tornare" - I ragazzi incontrano Giulio Levi;
(disponibile fino a sabato)
"Terremoto a Tirana -Intrighi, amori e spie al crollo del comunismo" I ragazzi incontrano Serena Luciani
SPETTACOLI DI ANIMAZIONE (dalle ore 9.00 alle ore 12.30)
TEATRO (dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
Conferenza-Dibattito sull'argomento "MA QUANTO CONOSCIAMO I NOSTRI DIRITTI: I giovani si confrontano su diritti, responsabilità e opportunità".
Intervengono: Andrea Coffari, Roberto Schifone, Luciano Paolucci, (Movimento Nazionale per l'infanzia)
Aula Magna Liceo Pedagogico Cisternino
DELEGAZIONI
I ragazzi incontrano la delegazione ALBANESE;
I ragazzi incontrano la delegazione dell' IRAQ (KURDISTAN);
I ragazzi incontrano la delegazione del BURKINA FASO;
LABORATORI (mattina e pomeriggio) e SEMINARI (pomeriggio)
"Mandala la magia del viaggio" - "my name is..." - Laboratorio a cura di Roberto Baita;
"Editoria per l'infanzia e l'adolescenza: proposte di lettura e di scrittura nella biblioteca scolastica"- Seminario a cura di Mario Priore;
(Disponibile fino a venerdì)
"Giocare con le storie" - Laboratorio di lettura animata a cura di Mario Priore;
(disponibile fino a sabato)
"Dipingere racconti" - "Raccontastorie della tradizione curda" - Laboratorio a cura di Aziz Fuad;
"Uno nessuno centomila" - Laboratorio a cura di D'Errico Cosimina, Miol Luana e Mastromarini Antonietta dell' Ass.ne Ideando;
INCONTRI CON... (dalle 9.00 alle 12.30)
"CONOSCIAMO I NOSTRI DIRITTI A SCUOLA? : I giovani si confrontano su diritti, responsabilità e opportunità"- I ragazzi incontrano Roberta Lerici e Roberto Schifone (Movimento Nazionale per l'Infanzia)
(disponibile fino a sabato)
"La Costituzione è la mamma della Libertà" - I ragazzi incontrano Anna Sarfatti;
(disponibile fino a sabato)
SPETTACOLI DI ANIMAZIONE (dalle ore 9.00 alle ore 12.30)
TEATRO COMUNALE CEGLIE MESSAPICA (dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
"Il Principe ranocchio - Una fiaba per sognare" - Favola musicale didattica a cura della Compagnia Teatrale ORTO DELLE ARTI e del Gruppo strumentale vocale STELLE SUAVES del Conservatorio; di Monopoli diretto da Monica Nasti
DELEGAZIONI
I ragazzi incontrano la delegazione ALBANESE;
I ragazzi incontrano la delegazione dell' IRAQ (KURDISTAN);
I ragazzi incontrano la delegazione del BURKINA FASO;
LABORATORI (mattina e pomeriggio) e SEMINARI (pomeriggio)
"Mariposas, il volo delle farfalle" - Laboratorio a cura di Roberto Baita;
" L'abbecedario dei Diritti dell'infanzia" - Laboratorio a cura di Raffaella Leone (Edizione Secop);
"Che rabbia che mi fai" - Laboratorio a cura di D'Errico Cosimina, Miol Luana e Mastromarini Antonietta dell' Ass.ne Ideando;
INCONTRI CON... (dalle 9.00 alle 12.30)
"Cartoni animati: cent'anni di magia" - I ragazzi incontrano Ferdinando Sallustio;
TEATRO (dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
DELEGAZIONI
I ragazzi incontrano la delegazione ALBANESE;
I ragazzi incontrano la delegazione dell' IRAQ (KURDISTAN);
I ragazzi incontrano la delegazione del BURKINA FASO;
guarda il
video "VIAGGIO"
dedicato alla Settimana dei
Bambini del Mediterraneo
LA
SETTIMANA DEI BAMBINI A OSTUNI
…
nel Mediterraneo dei tanticolori …
……… con la forza delle diversità
per una bella sinfonia di fratellanza …………
La
Settimana dei bambini del Mediterraneo
è
promossa dal
Comune di Ostuni , e sostenuta
dall’Assessorato al Mediterraneo della
Regione
Puglia
e dall’Assessorato alle Politiche Sociali
della
Provincia di Brindisi , e accompagnata
nella progettazione della manifestazione da una
sempre più numerosa schiera di Comuni partecipanti:
(per l'ultima edizione) Ceglie Messapica
,
Cisternino
,
Mesagne
,
Monopoli
,
Oria
,
San
Michele Salentino
,
San Pietro Vernotico
,
San Pancrazio Salentino
,
San Vito dei
Normanni
.
Si svolge ogni anno nella terza settimana del mese
di Ottobre.
Fondamentale per la buona riuscita dell’iniziativa
il ruolo della Scuola, “luogo e mezzo per educare
alla diversità”, il sostegno delle famiglie, “l’asse
portante della fondamentale esperienza di
ospitalità, di incontri, di condivisione e di
mediazione”, il supporto delle diverse Associazioni
di volontariato, delle Organizzazioni culturali, le
quali danno un contributo significativo alla
ricchezza di opportunità offerte dalla Settimana dei
Bambini del Mediterraneo.
Alla Settimana confluiscono delegazioni di
bambini provenienti da diverse nazioni del
Mediterraneo (Albania, Israele, Libano,
Palestina, Kurdistan iracheno, ecc.), che
durante tutto il periodo di svolgimento
dell'iniziativa si incontreranno con i loro coetanei
della Puglia, per realizzare un vero e proprio
"Consiglio dei ragazzi" per la Pace
e la Giustizia nel Mediterraneo.
Nel "Segno di Gianni Rodari" un
gran numero di "Esperti", comunicatori, educatori,
illustratori, scrittori, ecc., specializzati nel
campo dell'infanzia, svolgeranno laboratori,
conferenze, performance, ecc, nelle tante Scuole e
Comuni coinvolti.
Coordinatore della manifestazione è il
Prof.
Lorenzo Caiolo
.
LA
SETTIMANA DEI BAMBINI DEL MEDITERRANEO
PROGETTO 2009
Il Mediterraneo: un mare di accoglienza.
Con don Tonino Bello a realizzare la
convivialità delle differenze a cura di
Lorenzo Caiolo
PUGLIA, regione di
frontiera da sempre in relazione
profonda d’interscambio con le culture
delle molteplici sponde dell’Adriatico e
dello Ionio, svolge oggi un ruolo
propositivo di laboratorio
interculturale dei paesi del
Mediterraneo che aspirano alla pace e
alla valorizzazione delle differenze.
Bravi nell’accoglienza, i pugliesi
vogliono esserlo altrettanto
nell’organizzare esperienze e
riflessioni interculturali.OSTUNI, città
dalle meravigliose suggestioni,
misteriosa e accogliente, fiabesca e
bianca, diventa luogo emblematico di “un
mare d’incontri” di bambini e adulti,
spazio per “ricomporre il mosaico” del
frammentato Mediterraneo.Ogni anno,
nella SETTIMANA DEI BAMBINI
MEDITERRANEI, storie, giochi,
immaginari, culture, religioni, civiltà,
punti di vista, sogni diversi
s’incontrano per far progredire una
civiltà di pace.
2009: l’Italia rimproverata dall’UE e
dall’ONU
Sullo sfondo di questa nuova edizione si
staglia un’Italia irriconoscibile. Non
più quella solidale ed ospitale. Quella
degli insegnamenti evangelici, delle
marce per la pace, dei don Milani dei
Papa Giovanni XXIII, dei don Tonino
Bello, dei Padri Costituenti….
Oggi l’Italia è sotto osservazione per
comportamenti dei cittadini e delle
Istituzioni non in linea con gli accordi
internazionali e con la Dichiarazione
dei diritti umani.
Si dichiarano criminali gente innocente
e disperata e si respingono donne
bambini ed adulti in cerca di un futuro
più umano e in fuga dagli inferni.
''L'Italia intercetta migranti e
richiedenti asilo africani sui barconi
e, senza valutare se possano
considerarsi rifugiati o siano bisognosi
di protezione, li respinge con la forza
in Libia, dove in molti sono detenuti in
condizioni inumane e degradanti e
vengono sottoposti ad abusi''. E' quanto
afferma Human Rights Watch (Hrw) nel
rapporto ''Scacciati e schiacciati'' .
''La realta' e' che l'Italia sta
rimandando questi individui incontro ad
abusi - ha detto Bill Frelick, direttore
delle politiche per rifugiati di Hrw -.
I migranti che sono stati detenuti in
Libia riferiscono categoricamente di
trattamenti brutali, condizioni di
sovraffollamento ed igiene precaria''.
''Gli italiani - prosegue il rapporto
Hrw - usano la forza nel trasferire i
migranti dai barconi su imbarcazioni
libiche o li riportano direttamente in
Libia, dove le autorita' li imprigionano
immediatamente….La politica dell'Italia
costituisce un'aperta violazione
dell'obbligo di non commettere
refoulement, il rinvio di individui con
la forza verso luoghi dove la loro vita
o liberta' e' minacciata o dove
rischierebbero la tortura o un
trattamento inumano o degradante''.
''L'Italia viola i propri doveri legali
- ha detto Frelick -. L'Ue dovrebbe
esigere che l'Italia rispetti i propri
doveri ponendo termine a tali rinvii
verso la Libia.
In questi giochi di rinvii e di
innalzamento di muri, ci sono stati
morti, tanti morti…500 morti solo nei
primi otto mesi del 2009, 15 mila in
tutto il Mediterraneo. Omissione di
soccorso? Qualcosa di più, molto di più!
Dopo l’ultima ufficiale tragedia,
l’Arcivescovo di Agrigento ha affermato:
“Questa ennesima tragedia in cui i
deboli muoiono per l’indifferenza dei
forti o a causa di leggi contrarie ai
principi di umanità e carità, devono
farci riflettere, interrogare e
soprattutto farci sentire
colpevoli”(Monsignor Montenegro).
Siamo in presenza di una guerra che si
combatte contro gli altri, i diversi,
indicati come il pericolo numero uno,
come causa di tutti i nostri mali, della
nostra insicurezza in particolare.
Assistiamo ad una serie di episodi e di
atteggiamenti negativi che impongono un
clima di esclusione, di mal
sopportazione.
Un fenomeno che preoccupa, che deve
farci riflettere e reagire. Perché in
tempi in cui l’intolleranza la fa da
padrone, tutti noi saremo chiamati a
rispondere del nostro silenzio.
Questa volta rischiano di andare in fumo
secoli di cristianesimo e percorsi di
affermazione della civiltà dei diritti
per tutti.
La Bibbia ci ha sempre detto: “ero
straniero e mi avete ospitato”.
L’ONU nel 1948 suggella: “Il
riconoscimento della dignità inerente a
tutti i membri della famiglia umana e
dei loro diritti uguali e inalienabili,
costituisce il fondamento della libertà,
della giustizia e della pace nel
mondo…Ogni individuo ha diritto alla
libertà di movimento e di residenza
entro i confini di ogni Stato. Ogni
individuo ha diritto di lasciare
qualsiasi Paese, incluso il proprio, e
di ritornare nel proprio Paese. Ogni
individuo ha diritto di cercare e di
godere in altri Paesi asilo dalle
persecuzioni.”.
I nostri Costituenti affermarono
solennemente: “Tutti i cittadini hanno
pari dignità sociale e sono uguali
davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali”.
Quanta storia cancellata, quanto
patrimonio giuridico dilapidato, quanta
cenere di sacrifici e di conquiste
civili!!!
Dalla violenza al disarmo culturale
La globalizzazione non ha
universalizzato né il benessere, né i
diritti, né la ricchezza. Le
contraddizioni e le distanze sono
aumentate. Il divario è cresciuto,
accompagnato dall’innalzamento di muri.
Chi nei secoli scorsi è andato a rubare
e violentare a piene mani, che ha
impoverito e schiavizzato quei
popoli,oggi si barrica nei propri
recinti opulenti. Ieri si “prelevavano”
in quei territori: manufatti, pietre
preziose, materie prime, alimentari,
schiavi. In quelle terre di conquista si
per secoli sono stati perpetrati abusi e
malversazioni, genocidi e ruberie.
Ancora oggi si perpetua la legge dello
sviluppo a spese della povertà degli
altri: “Come possiamo accettare che il
nostro benessere sia basato sulla morte
e la sofferenza degli altri? Come
possiamo accettare che la nostra
sicurezza sia garantita da una ideologia
di potere spietata e dolorosa? Come
possiamo accettare che al pace si regga
sulla occupazione delle terre
altrui?...Come possiamo permettere che
nel mondo si produca una massa di
sofferenza così insopportabile mentre da
questa parte si ride sazi davanti ai
varietà televisivi?”(Giuseppe Goffredo).
Il nuovo mondo non riesce a gestire un
fenomeno provocato dai potenti di
sempre. Esso richiederebbe
consapevolezza, onestà e assunzione di
responsabilità. “I poveri hanno il
diritto, appunto perchè poveri, di
bussare alle porte della società
benestante”(Antonio Maria Voglio). Non
si tratta, quindi, di invasione dalla
quale bisogna difendersi. Semmai questo
massiccio spostamento di migranti
richiede a tutti di mettere ordine in
questo fenomeno, richiede capacità di
governarlo non di strozzarlo o
respingerlo.
Chi si vuole porre alla guida del mondo,
i cosiddetti Grandi (G3, G8, G20), ha il
dovere di volgere tale situazione a
vantaggio di tutti e a salvaguardare
sempre la dignità delle persone,
comunque, coinvolte, anche se nella
stiva di un’imbarcazione o in altro
mezzo, si tratta di persone umane e,
quindi, con diritti universalmente
riconosciuti. “Proprio qui sorge la
prima sfida per coloro che hanno retta
coscienza, poiché risulta evidente
quanto sia indispensabile l'istituzione
di un ordinamento giuridico
internazionale, che stabilisca
un'effettiva condivisione di
responsabilità tra i Paesi di partenza,
di transito e di destinazione dei flussi
migratori, cosicché nessuno sia lasciato
solo nel gestire le difficili situazioni
che inevitabilmente si creano…. il
respingimento nel Paese d'origine
significherebbe procurargli grave danno.
È dunque indispensabile, per un mondo
che vuol dirsi civile, l'urgente
adozione di appropriate normative. È
necessario riformulare le politiche di
accoglienza con un piano di solidarietà
concordata, anche per gestire il
fenomeno con scelte preventive. È
innegabile l'autorità sovrana degli
Stati nel definire i requisiti di
accesso e di permanenza degli immigrati,
così come la competenza discrezionale
nel proibire loro l'ingresso. Senza
dimenticare, tuttavia, che l'esercizio
di tale sovranità è giuridicamente
circoscritto dalla ratifica dei trattati
internazionali e dal rispetto di due
principi etici: la tutela della dignità
della persona e dei gruppi umani, con il
diritto che ne deriva all'identità
collettiva, e la promozione dell'unità
fondamentale del genere umano, la quale
suppone che tutta l'umanità, al di là
delle distinzioni etniche, nazionali,
culturali e religiose, formi una
comunità senza discriminazioni tra i
popoli, che tendono alla solidarietà
reciproca.
Poi, nel definire la politica e il
diritto di migrare non si può ignorare,
da un lato, la realtà delle strutture
economiche internazionali, con il
crescente divario tra Nord e Sud e
l'espulsione di intere popolazioni dalle
aree sfruttate e impoverite; dall'altro,
il ruolo economico svolto dagli
immigrati nei sistemi di produzione e
sviluppo dei Paesi d'accoglienza”(M.A.Voglio).
A tal proposito, tra l’altro, vanno
considerate le ragioni di tali
migrazioni: la povertà crescente, le
situazioni di ingiustizia e sofferenza
insostenibili.
Tra le cause principali dei grandi
flussi migratori verso l’Europa vi è il
progressivo aumento del divario
esistente tra i Paesi ricchi, che
dispongono attualmente di quasi l’80%
del prodotto mondiale, pur avendo il 22%
della popolazione, e i Paesi poveri, che
dispongono solo del 20% del prodotto
mondiale, pur rappresentando il 78%
della popolazione. Quindi oggi viene
richiesto a tutti di “attrezzarsi” in
modo giusto ed efficace ad “accogliere”
o ad affiancarsi per uscire dallo stato
di bisogno,ma occorre cambiare la logica
attuale.
“La pace dentro e fuori inizia
risolvendo i problemi sociali,
denunciando lo sfruttamento,
smascherando gli interessi che si
nascondono dietro le dittature e le
guerre cosiddette locali, combattendo i
modelli e i paradigmi culturali che
tengono il mondo nell’orrore, nella
miseria, nell’oppressione, nella
paura”(Giuseppe Goffredo). L’Occidente
deve rinunciare ai suoi privilegi e deve
favorire la distribuzione equa delle
ricchezze e deve rispettare il
pianeta….con tutti i suoi esseri
viventi.
Oggi si assiste ad un crescente riarmo
per difendere i propri recinti e
privilegi, mentre si rivelerebbe utile e
risolutivo un disarmo culturale: “La
pace non è possibile non è possibile
senza al disarmo, ma il disarmo
richiesto non è solo quello nucleare,
militare o economico, occorre anche il
disarmo culturale, un disarmo della
cultura dominante, la quale minaccia di
convertirsi in una monocultura che può
soffocare tutte le altre e finisce per
asfissiare se stessa”(Raimon Panikkar).
Se si continua sulla strada già percorsa
si produrranno altre tragedie e si
accresceranno conflitti e sofferenze. La
fame, le malattie, lo sfruttamento di
per sé generano violenza e vengono dalla
violenza. “Un uomo oppresso, affamato,
calato in un territorio degradato dalla
violenza, vittima della manipolazione
della verità, non potrà mai accedere al
senso della sua pace”(Giuseppe
Goffredo).
Il dialogo, la collaborazione, la
consapevolezza dell’interdipendenza, la
nonviolenza, costituiscono la sola via
d’uscita. Lo scontro e i muri producono
dolore e non risolvono nulla. Occorre
una nuova cultura per modificare le
prospettive di vita sul pianeta.
La convivialità delle differenze
Lo scenario che si presenta è di degrado
fisico e morale del pianeta, le culture
della civiltà del rispetto e della
dignità di tutti, le culture della
solidarietà sembrano tramontate. Il
cielo dei diritti è completamente
offuscato. “Oggi, purtroppo, da non si
carezza più. Si consuma solo…Le mani,
incapaci di dono, sono divenute
artigli…gli occhi, prosciugati di
lacrime…,si sono fatti rapaci. Lo
sguardo trasuda delirio. Perciò si
violenta tutto…E non soltanto le cose…Ma
anche le persone”(don Tonino Bello).
Già don Tonino aveva ben delineato il
futuro di una società opulenta ed
egoista: l’altro non è accolto, ma
respinto, asservito e non servito, non
tenerezza ma indifferenza. Egli, nella
sua testimonianza di accoglienza
generalizzata e di servizio concreto,
intuì la modalità più efficace di
convivenza sul pianeta: convivialità
delle differenze.
“La cultura della convivialità
planetaria è, concretamente,
esistenzialmente, assidersi tutti alla
mensa del patrimonio comune su un piede
di pari dignità. La pari dignità, sempre
concretamente parlando, significa
condivisione di bisogni umani essenziali
e il loro soddisfacimento solidaristico,
a cominciare dai bisogni basilari di
coloro che sono in maggiore necessità”(A.Papisca).
Non è utopia o esercitazione accademica,
ma deve essere la nuova etica della
buona globalizzazione: l’accoglienza
responsabile. La salvaguardia dei
diritti di cui ogni persona è
portatrice. Vivere bene insieme nella
differenza, per realizzare la nuova
civiltà della convivialità. Don Tonino
così caratterizzava la convivialità:”Nel
cielo tre persone uguali e distinte
vivono così profondamente la comunione,
che formano un solo Dio. Sulla terra più
persone, uguali per dignità e distinte
per estrazione, sono chiamate a vivere
così intensamente la solidarietà, da
formare un solo uomo, l’uomo nuovo….Pace
è mangiare il proprio pane a tavola
insieme con i fratelli. Convivialità
delle differenze, appunto”(don Tonino
Bello).
A 20 anni dalla Convenzione
internazionale dei bambini
Credo che oggi siamo in presenza di un
arretramento sul piano dell’affermazione
dei diritti per tutti. Sembra affermarsi
il principio che i diritti valgano solo
per i prescelti, per i privilegiati.
Tutti accettano sul piano teorico i
princìpi sanciti nella Dichiarazione
universale dei diritti, nella
Costituzione e nella Convenzione,ma poi
la parola d’ordine di tutti
diventa:respingere, criminalizzare,
respingere…..
Cosa non ha funzionato se la realtà è
andata in tutta Europa in altra
direzione? Se Thomas Hammarberg,
Commissario per i Diritti umani del
Consiglio d’Europa ha espresso profonda
preoccupazione per la criminalizzazione
degli immigrati irregolari che sta
pericolosamente prendendo piede in tutta
Europa e per gli episodi di xenofobia
registrati negli ultimi tempi….qualcosa
non ha funzionato….se in Italia si
lancia l’allarme razzismo….qualcosa non
ha funzionato. Tutto ciò fa emergere una
scarsa incidenza della cultura dei
diritti, della libertà responsabile,
della tolleranza, della solidarietà…Ha
fallito la politica, ha fallito la
cultura, ha fallito la Chiesa, ha
fallito l’educazione familiare e
scolastica….
C’è qualcosa che non ha funzionato bene,
ci sono alcuni (governi, educatori,
intellettuali, organismi politici
sociali religiosi e culturali) che non
hanno fatto quello che avrebbero dovuto
fare. “Nel nostro mondo viene tollerata
un’immensa ingiustizia, che un gran
numero di persone vive – e molte di esse
muoiono – senza poter nemmeno soddisfare
le più elementari necessità della vita.
In altri termini, i loro diritti umani
fondamentali in ambito economico e
sociale vengono violati. Ciò significa
che quelli fra noi che sono nella
posizione di contribuire alla tutela di
quei diritti non stanno facendo quanto
potrebbero e dovrebbero fare” (Philip
Alston).
Sulla base di questa grave con stazione
si intende richiamare l’attenzione di
tutti su questo arretramento. Ecco
perché abbiamo voluto coinvolgere in
modo massiccio gli esponenti più attivi
e preparati del Movimento per
l’infanzia.
Intanto constatiamo, nei fatti, che non
si è riusciti a preparare le coscienze
capaci di fronteggiare le novità della
globalizzazione e del meticciamento. Lo
avevamo colto bene 10 anni fa, quando
(con Bernadette Giovene) fondammo la
Settimana dei bambini del Mediterraneo.
Scrivevo:
<< Le sfide del presente
Si chiude un secolo dai risultati
complessi e contraddittori, nei campi
della cultura, dell’economia, della
geografia politica, delle relazioni
sociali, etc. I più recenti fotogrammi
ci riportano alla mente gli spargimenti
di sangue e le sofferenze atroci di
vittime in Algeria, in tanti luoghi
della ex-Jugoslavia, nel Medio Oriente,
la disperazione degli albanesi e di
tanti profughi provenienti dal sud del
mondo, la violenza subita dai curdi, gli
odi fratricidi nel Kosovo…..
Eppure, ormai, è necessario invertire
subito la rotta.
Il nuovo Secolo si apre all’insegna
della "mondialità": si vive, soprattutto
nel Mediterraneo, in un villaggio che
nei fatti è globale: scambi, convivenze
e interazioni multietniche sono una
condizione oggettiva delle città e degli
Stati del nord del Mediterraneo.
Tale condizione spesso è subita e non
vissuta consapevolmente ed in modo
fecondo: si determinano spesso
situazioni di razzismo, di emarginazione
o di omologazione.
Gli organismi istituzionali (e non)
devono prestare molta attenzione a tale
nuova e problematica condizione: devono
affrontare con urgenza il problema di
formare persone capaci di vivere in modo
originale, positivo ed attivo in questa
rete delle diversità. Dalla
constatazione della realtà
multiculturale, bisogna passare alla
realizzazione di percorsi formativi di
modi di vivere interculturali di
soggetti portatori di propria cultura
che sanno convivere, in scambi
reciproci, con persone di altre culture.
Saper vivere, valorizzando la propria
identità personale e culturale e
aprendosi alla conoscenza, al dialogo e
all’ibridazione feconda con le altre
culture: tutto ciò non è un bello e vago
ideale, oggi, possedere questa forma
mentis, diventa una necessità, per non
andare incontro a frequenti o periodici
conflitti degenerativi e violenti.
O è interculturale o non serve
L’educazione attuale o si configura come
interculturale o non è educazione (Sira
Macchietti).
La società globalizzata richiede una
educazione globale, altrimenti saremo
sommersi dagli effetti devastanti della
globalizzazione, che si accompagna,
spesso, a fenomeni di drammatico
neo-etnocentrismo delle più variegate
forme.
" In questa società del meticciamento
abbiamo bisogno di integrare la
pedagogia dell’identità con una
pedagogia del volto, cioè della
relazione, della differenza, della
reciprocità… Una dimensione costitutiva
dall’Io che l’educazione deve aiutare a
svilupparsi è quella dell’accoglienza,
dell’ospitalità, dell’ascolto di sé e
degli altri… " (Antonio Nanni e Claudio
Economi).
Gli ideali educativi sono restati spesso
ben esposti ed approfonditi sui testi,
raramente sono diventati realtà.
L’attuale livello di complessità,
pericolosità e potenzialità delle
relazioni umane non permette di
perpetuare l’inutilità delle azioni
pedagogiche: il mondo delle idee deve
invadere e trasformare il mondo della
realtà.
La convivenza interculturale la si può
costruire con teorie e ricerche
educative di alto profilo, ma
soprattutto con "azioni" concrete e
vissute e partendo dal "mondo" dei
bambini e dei ragazzi: far incontrare
gli immaginari dei bambini delle varie
culture, far scambiare i loro giochi e
le loro fiabe, arricchire
l’alimentazione culturale e spirituale
attingendo anche ad altre culture: così
facendo si pongono basi solide per un
efficace processo di formazione dei
nuovi cittadini del Nuovo Millennio.
Incontrarsi veramente
Imparare a " convivere nella diversità e
vivere della diversità " (Arturo Paoli)
non è solo frutto di informazione, di
cultura, di buona volontà, ma è,
soprattutto, frutto di esperienze, di
incontri e scambi reali di condivisione
vissuta. E’ da questa convinzione che
nasce l'idea di contribuire (già lo
fanno altri) a creare, moltiplicare ed
accrescere i momenti di incontro, di
conoscenza reciproca, di scambi.
La "Settimana dei bambini del
Mediterraneo" ad Ostuni mira soprattutto
a far incontrare in modo diretto tanti
bambini provenienti dai vari paesi del
Mediterraneo perché possano convivere
momenti di conoscenza e condivisione >>
(Progetto di fondazione della Settimana
1999).
Nel 1999 partimmo con questo desiderio e
convinzione. Volevamo dare il nostro
concreto contributo a praticare la
pedagogia dell’incontro. La vera
rivoluzione pedagogica sarebbe stata
appunto quella di insegnare a vivere
insieme in modo plurale….il fatto è
stato che molti hanno fatto progetti,
teorie, convegni, seminari, libri e
pochi hanno operato in modo onesto ed
efficace.
La Settimana nasce per creare occasioni
di conoscenza reciproca, di incontro, di
comunicazione. “La mancanza di
comunicazione porta inevitabilmente al
sorgere di conflitti: se vogliamo che ci
siano forme di comunicazione con coloro
che arrivano da altrove, occorre che i
ragazzi si abituino fin da piccoli a
conoscere qualcosa di loro, è necessario
che si trovino o si creino occasioni di
informazione reciproca” (Mariangela
Giusti).
L’utilità della Settimana in questa
nuova situazione mi ha spinto ad
accettare sempre l’invito
dell’Amministrazione comunale di Ostuni
ad organizzare la Settimana, pur in
presenza di disponibilità economiche e
temporali non adeguate e pur in
circostanze frammentarie ed episodiche.
La sua efficacia e potenza mi hanno
convinto di andare avanti….pensando ai
bambini, come mi invita a fare spesso il
mio figliolo Adama. “Le culture che
valorizzano e celebrano i bambini per
quello che sono, oltre che per ciò che
diverranno, possono meglio guidarci nel
nuovo millennio…E’ vero, certamente i
nostri figli sono il nostro futuro.
Ma…il futuro dell’infanzia è nel
presente” (William A. Corsaro).
Il presente è conflittuale e alimenta
la paura
“Nonostante il mio ottimismo della
volontà e la mia fiducia metafisica,
penso che l’Europa oggi attraversi una
regressione identitaria. La gente ha
paura della globalizzazione. Non di
quella economica che nessuno capisce, ma
di quella culturale, quella che porta
con sé il flusso inarrestabile degli
immigrati. La gente prova a difendersi
cercando una certezza identitaria che
sia ideologica o religiosa. Ed è un
errore, una mistificazione”(Eric-Emmanuel
Schmitt).
Non saranno i desideri e le belle parole
a modificare i comportamenti, a bloccare
la deriva, a convincere che il dialogo è
più produttivo dello scontro e della
chiusura. Bisognava e bisogna partire
dalla nuova situazione determinata dalla
globalizzazione, dalla complessità,
dalla “liquidità”( Zygmunt Bauman) e
dalla precarietà sostanziale….e da
questa conoscenza adeguata partire per
usare le strategie e i metodi più
congruenti.
L’educazione ha la responsabilità
principale, essa deve essere favorita e
sostenuta dalla politica e dalle altre
scienze, perché possa preparare e
stimolare i corretti stili e
comportamenti. Occorre cambiare subito e
offrire percorsi formativi adeguati ed
efficaci orientati ai ragazzi e alla
nuova società e meno agli interessi,
alle smanie e agli stati d’animo degli
adulti. Oggi siamo chiamati ad uno
sforzo maggiore come adulti e come
responsabili del presente e del futuro.
Occorre rispondere alla sfida attuale:
“Noi come adulti, nei ruoli che
rivestiamo e per le responsabilità che
abbiamo come genitori, amministratori ed
educatori, dobbiamo lavorare con la
consapevolezza che quella
dell’integrazione è oggi,
contemporaneamente, la sfida più
importante e la risorsa fondamentale per
donare ai nostri figli la capacità di
costruire una civiltà più equa e
solidale”(Silvia Facchini).
Il globale, il planetario, il complesso,
l’incerto hanno reso tutto più insicuro
e fragile, ci rende necessariamente più
timorosi dell’altro. La demonizzazione o
il disprezzo per chi ha paura o è
incerto accentua la lacerazione e
aumenta la difensiva, alimentando la
reazione.
Occorre prendere in mano questa
determinata situazione, conoscerla bene,
non subirla, ma darle un orientamento
teso al guadagno dei valori importanti.
Gli educatori devono partire da tale
consapevolezza e attrezzarsi per
innescare processi capaci di favorire la
formazione di soggetti autonomi, capaci
di gestire in positivo le molteplici
situazioni di conflittualità, di saper
valorizzare la diversità e di saper
agire nelle situazioni complesse.
“Nell’incontro tra culture non dobbiamo
convincerci o illuderci che sia
evitabile il conflitto, il conflitto è
una condizione quando le differenze si
incontrano, ma guadagnare un
orientamento intenzionale vuol dire non
lasciarsi sopraffare dal conflitto, non
far sì che il conflitto diventi
distruttivo, ma imparare a stare,
sostare, fermarsi nel
conflitto”(Elisabetta Musi).
C’è speranza se la Settimana continua
Rispetto a tale situazione, la Settimana
ancora una volta intende coagulare le
tante soggettività e le tante
aggregazioni istituzionali e non che
credono nei valori rappresentati dal
Vangelo, dalla Dichiarazione dei diritti
universali dell’uomo, dalla Costituzione
italiana, dalla Convenzione
internazionale dei diritti dei banbini.
Anche in questo complesso 2008 abbiamo
voluto cogliere e lanciare segnali
positivi. “La differenza, come sempre,
la può fare l’iniziativa dal basso, che
rompe gli schemi delle persone
intruppate nelle rispettive appartenenze
e mette a contatto donne e uomini delle
varie religioni o senza religione che
s’incontrano per dire che non ne possono
più di odio, e di religioni al servizio
dei potenti di turno” (Bruno Salvarani).
Da sempre la nostra manifestazione ha
inteso favorire gli incontri, il dialogo
e l’interazione tra le diversità. La
società che abbiamo voluto promuovere,
in questi dieci anni, è quella che si
fonda sulla reciproca comprensione,
sulla cooperazione e sul rispetto e
valorizzazione delle diversità.
Troppe discriminazioni ancora sono
presenti.
Troppe ingiustizie e troppe sofferenze
provocano l’essere diverso…Eppure la
cultura e la produzione giuridica, da
tempo, affermano in modo inoppugnabile i
benefici che derivano da una società
fondata concretamente sulle pari
opportunità per tutti e sulla
valorizzazione delle diversità.
La undicesima edizione della Settimana
dei Bambini del Mediterraneo deve
costituire un grande e ulteriore momento
di riflessione, di crescita e di
sperimentazione della cultura dei
diritti e delle diversità. Nella
stagione della paura, dobbiamo far
giungere forte la potenza del dialogo,
il dialogo che ogni anno ci fa più
ricchi e ci dà gioia.
La Settimana contro le
discriminazioni
Si tratta, quindi, di promuovere stili
di comportamento, conoscenze,
esperienze, cultura e pedagogia in linea
con tali obiettivi.
La Settimana, sin dalla nascita, ha
cercato di operare nella direzione di
cambiare mentalità e di costruire una
nuova cultura, attraverso il suo metodo:
coinvolgere direttamente e
operativamente bambini, famiglie,
educatori, istituzioni.
Di fronte all’incalzare di tante
negatività, bisogna parlare ed agire per
contrastare questa deriva: alle parole e
alle azioni di divisione e di
discriminazione contrapporre quelle di
dialogo, di valorizzazione di tutti e di
comprensione, alla cultura della
sopraffazione far seguire quella della
cooperazione.
La undicesima edizione intende
rispondere, ancora in modo più forte e
nuovo, ai desideri dei ragazzi di un
mondo migliore. Anche perché, la
Settimana dei Bambini del Mediterraneo
si va affermando sempre più come luogo
emblematico di sperimentazione di
incontri e di dialogo tra culture, di
rispetto e di valorizzazione delle
diversità e si pone, soprattutto, come
ambito culturale ed esperienziale che
promuove la responsabilità, a partire
dal livello individuale, convinti che
“L’etica globale non è orientata verso
una responsabilità collettiva che
diminuisca la responsabilità
individuale. L’etica globale rivolge la
responsabilità individuale di ogni
membro della società verso il suo posto
concreto in quella società…non si deve
parlare soltanto dei nostri leaders
politici: questa è facilmente una scusa
per evitare la responsabilità
individuale di ciascuno…L’attuazione
dell’etica globale…dipende invece da
ciascuno. Ciascuno può cercare di
realizzare la regola aurea in famiglia,
in una comunità, in un istituto, in un
posto di lavoro, in una nazione, tra
gruppi etnici” (Hans Kung).
Da Ostuni si vogliono far partire, ogni
anno, messaggi e testimonianze che
mirano a modificare comportamenti e ad
incidere nella realtà mentale per far
avanzare, nei fatti quotidiani, una
nuova cultura per un nuovo Mediterraneo.
Dalla consapevolezza e la denuncia delle
situazioni di ingiustizia, la Settimana
con i suoi mille incontri (ultima
edizione: 30 mila partecipanti) intende
promuovere ogni anno azioni e
riflessioni a tema per introdurre nuove
pratiche rivolte all’infanzia, per
svolgere un ruolo decisivo nella
formazione di una cultura della
cittadinanza democratica, dialogante e
solidale.
Partire dai bambini
“Poiché le guerre cominciano nelle menti
degli uomini è nelle menti degli uomini
che si devono costruire le difese della
Pace” (Costituzione dell’UNESCO).
Per rispondere a questa sollecitazione,
alle impellenti domande sopra riportate
e al desiderio dei bambini di Ostuni (e
non solo) di incontrare i loro coetanei
dell’altra sponda è stata ideata
l’iniziativa, avente un eloquente e
programmatico titolo: Un mare di
incontri nella Città Bianca: storie,
giochi, libri ed altro dei bambini del
Mediterraneo. Settimana dei bambini
mediterranei.
L’organizzazione annuale della Settimana
dei bambini del Mediterraneo si fonda,
infatti, sulla consapevolezza
dell’urgenza e della centralità
dell’educazione per trasformare il
mondo, che diventa sempre più
insostenibile per la diffusione e
l’accentuarsi dei conflitti e delle
discriminazioni, per le condizioni di
vita sempre più povere nel sud del mondo
e sempre più tossiche e disumanizzanti
nel nord del mondo. E allora bisogna
partire da una maggiore attenzione
all’infanzia.
L’infanzia prima di tutto, la migliore
crescita di tutti i bambini: un grande
sogno, un’impellente necessità.
La Settimana dei bambini del
Mediterraneo di Ostuni si inserisce,
volutamente, nella scia delle
responsabilità diffuse e delle azioni
concrete per il cambiamento, a partire
dai bambini e dal “cortile” del
Mediterraneo.
Se i bambini si nutrono di sofferenza e
di violenza, cosa potranno immaginare e
costruire per il loro futuro? I bambini
devono poter immaginare e costruire un
futuro diverso, essi devono alimentarsi
di semi di novità e di miglioramento.
Partire dai bambini…”E’ lì che bisogna
operare, altrimenti i bambini sono già
condizionati a un pensiero distorto, a
un pensiero chiuso; sono soffocati nelle
loro possibilità creative e fantastiche.
Quindi, se si vuole cambiare la società,
è proprio lì che si deve operare per
sperare in un mondo migliore fra qualche
generazione” (Bruno Munari).
I bambini hanno un ruolo fondamentale
per la trasformazione del mondo: “…se
aiuto e salvezza possono venire, ci
verranno soltanto dal bambino; poiché il
bambino è il costruttore dell’uomo. Il
bambino è dotato di poteri sconosciuti,
che possono guidare a un avvenire
luminoso” (Maria Montessori).
Il Mediterraneo: un mare di
accoglienza
Ho richiamato prima lo scenario in cui
si svolge la nostra vita di uomini che
abitano il Mediterraneo: in questo
scenario tormentato, noi intendiamo far
emergere segnali di speranza, di
giustizia, di fraternità, di incontri,
di giochi…di storie…di belle diversità
“.
La nostra risposta è promuovere tanti
incontri. I bambini che si incontrano e
riescono e sanno giocare, costituiscono
un segnale di nuove vie. Al Mediterraneo
sofferente dei grandi contrapponiamo il
Mediterraneo dei piccoli…di bambini
delle varie sponde che si incontrano per
giocare, per stare insieme bene e in
fraternità: gli adulti innalzano
barriere insormontabili, i bambini le
rompono con i loro giochi e la loro
voglia di incontrarsi…
Al rumore assordante della guerra, dei
conflitti e delle barriere, migliaia di
bambini ad Ostuni, si incontrano per
conoscersi e per conoscere.
L’incontro gioioso e giocoso tra bambini
possa svegliare le coscienze dei grandi,
per unire i sogni e gli sforzi degli uni
e degli altri per ridurre i rivoli di
sangue, le zone di sofferenza, la fame
di pane e di libertà, di giustizia e di
gioco…
La nostra storia migliore è quella che
ha visto la collaborazione tra i popoli,
la contaminazione tra le culture. Quando
ci hanno accolti, quando abbiamo
accolto. L’accoglienza arricchisce e
abbellisce, la chiusura danneggia
tutti….soprattutto quando coinvolge i
bisognosi, i bambini. Dobbiamo
riprendere quel clima dei migliori
momenti storici. Goffredo valorizza quei
momenti e ci esorta ad andare in quella
direzione: “Il patrimonio culturale
italiano non rappresenta solo se stesso,
ma il bene comune condiviso di una vasta
cultura e civiltà in movimento nel tempo
e nello spazio fra i popoli mediterranei
ed europei. Rapporti fra rive, città,
territori, tragitti in senso verticale e
orizzontale, fra l’Oriente e
l’Occidente. Un moto direi circolare di
andata e ritorno, migrazioni,
contaminazioni, propagazioni infinite.
L’originalità di ogni cultura, si
potrebbe dire è costruita da una
pluralità di mani, in cui ogni luogo è
fatto di altri molti luoghi; ogni
sguardo contiene altri sguardi; ogni
sensibilità è frutto di altre
sensibilità. Questo è ciò che possiamo
chiamare l’identità plurale del Noi
Mediterraneo”(Giuseppe Goffredo).
L'identità mediterranea contro
razzismo e xenofobia in crescita
Da sempre abbiamo creduto nella
particolare storia e collocazione
geografica dei Paesi del Mediterraneo,
ad una storia di relazioni feconde, ad
un bacino ricco di civiltà plurali
originali, ad un cultura del
Mediterraneo che ha contribuito al
progresso del mondo. Abbiamo fatto
riferimento,sempre, alla mediterraneità
(Predrag Matvejevic).
Per noi della Settimana il Mediterraneo
è stato sempre un mare privilegiato per
incontrarsi . Scrivevo così nell’atto di
fondazione della Settimana:<<Il
Mediterraneo, per la sua storia, per la
sua collocazione, per la sua
conformazione costituisce un’area
privilegiata, in cui poter costruire
azioni ed esperienze interculturali.
Su questo mare insistono antiche, ricche
e diversificate civiltà, che spesso si
sono scontrate e si sono deprivate
vicendevolmente: il livello di civiltà
attuale consente e richiede necessari e
fitti scambi di collaborazione.
I due milioni e mezzo di Kmq di
superficie circondata da 22 paesi ricchi
di abitanti, di storia, di cultura, di
risorse, fanno del Mediterraneo, e dei
Paesi che si affacciano, un unico grande
"giardino" favorente incontri. Purtroppo
lo scenario che si presenta è
completamente opposto :paesi così vicini
eppure così separati, con storie comuni
eppure ancora così nemici e pronti al
massacro reciproco.
Finalmente , in alcuni ambiti, si
comincia a prendere coscienza ed ad
operare per valorizzare in direzione
della pace, del confronto e della
cooperazione, le potenzialità culturali
e geografiche di questa area.
A tal proposito, Predrag Matvejevic
sostiene che " i mari e i golfi del
Mediterraneo sono più solidali delle
loro rive e degli abitanti rivieraschi".
Oggi abbiamo il dovere di agire per
assecondare la "natura": fare del
Mediterraneo un luogo esemplare di
traffici e di scambi di idee, di storie,
di persone, di pace, di progetti….
Ostuni Mediterranea, Città dalle
meravigliose suggestioni, per la sua
storia, per la sua conformazione, per la
sua collocazione si candida a diventare
fucina e luogo della cultura e delle
azioni interculturali. Ostuni dovrà
farsi percepire come la città degli
incontri dei bambini e per i bambini del
Mediterraneo>>.
Sulla base di queste originarie
considerazioni, ho molto apprezzato, in
questo momento di accentuate
lacerazioni, quanto detto, recentemente,
dal Presidente della Camera, Fini, il
quale nell’invitare di agire subito per
"impedire il prodursi di fenomeni di
razzismo e xenofobia che nel nostro
paese tendono purtroppo ad aumentare per
effetto di paura, ignoranza, degrado",
auspica una "via italiana
all'integrazione".
Egli, tuttavia, avverte che per
realizzarla è indispensabile abbandonare
gli schematismi ideologici e gli
stereotipi, facendo leva su quella
"identità mediterranea" che dà al nostro
paese un patrimonio privilegiato di
"universalità di valori". Concludendo
che si tratta di problemi che richiedono
"l'impegno corale delle istituzioni,
della società civile e delle stesse
comunità di immigrati per la costruzione
di una convivenza all'insegna del
dialogo, dello scambio, dell'incontro e
al riparo da tensioni, dall'intolleranza
e dalla discriminazione".
Il recupero dell’ identità mediterranea,
come forza per orientarci verso lidi
migliori, si colloca anche nel solco del
pensiero meridiano elaborato da Franco
Cassano. Quando egli parla del
Mediterraneo soggetto, conscio di sé,
che vedrebbe con i suoi occhi il proprio
percorso di sviluppo, lo informerebbe
con le modalità che gli son proprie
perché derivano dalla storia delle sue
genti, dalla geografia delle sue coste.
Il Mediterraneo è, anche, per eccellenza
luogo di frontiera: tra Occidente
cristiano e popoli infedeli: tra sud di
caldo e pigro scirocco e nord di fredda
e industriosa tramontana.
“Il pensiero meridiano non si esaurisce
nella difesa di un pur innegabile
pluralismo culturale: le diverse culture
ammettendo l'esistenza del proprio
limite, dei lati oscuri, recuperandone
il valore, riconoscerebbero che hanno da
imparare ognuna dall'altra. Ogni
tradizione è e deve rimanere se stessa,
ma se spinta a compiere un viaggio, può
ritornare a casa arricchita
dell'esperienza dell'altro e rileggere
la propria storia in modo nuovo,
valorizzando qualcosa che ha conosciuto
e lasciato successivamente cadere.
Rimangono in piedi dunque le differenze,
rese capaci di trasformare l'hostis in
hospes.
A che questa trasformazione, questo
processo alchemico, avvenga è necessario
che esse si traducano l'una nell'altra,
attraverso la costruzione di un comune
retroterra simbolico, recuperato dal
passato, sancito dalle relazione
odierne, quelle della società civile,
per esempio, più agile e flessibile
rispetto ai tentacolari e arrugginiti
apparati burocratici statali” (Marina D’Antona).
Noi siamo, invece, per "l'impegno corale
delle istituzioni, della società civile
e delle stesse comunità di immigrati”
(Fini). Come riteniamo utile e
necessaria la Settimana in questo
impegno, così riteniamo fondamentale il
ruolo della scuola.
Centralità della scuola
L’educazione, la formazione e il
funzionamento della scuola sono
fondamentali per lo sviluppo economico e
per promuovere la coesione sociale. La
scuola può educare al pluralismo e alle
diversità: è dai banchi di scuola che
bisogna imparare a rispettare e
valorizzare tutte le diverse situazioni
individuali.
La scuola, d’altra parte, non deve
respingere nessuno, non deve trasformare
le differenze (sociali, economiche,
culturali, di religione, di condizione
fisica e psicologica ) in ostacoli a
vita.
“Contro la retorica della Pace occorre
impegnarsi per una vera e propria
rivoluzione culturale che miri a
costruire una autentica cultura della
Pace. Non basta parlare di pace a scuola
e organizzare programmi, unità
didattiche e discorsi su di essa.
Occorre piuttosto far vivere esperienze
esistenziali realmente positive. A
partire dall’esempio che adulti di
riferimento sono in grado di formare…”
(Piero Bertolini).
Se oggi abbiamo la scuola in prima
pagina per le percentuali di bocciati
sempre maggiori, per il numero sempre
crescente di dispersi, per le vicende
sempre più numerose di bullismo,
deduciamo che l’attuale scuola, spesso,
già al suo interno non riesce ad essere
comunità educativa accogliente e capace
di far vivere esperienze di rispetto,
responsabilità, cooperazione, ascolto e
promozione.
“Se vogliamo fare della scuola il luogo
da cui partire per costruire una società
basata sulla convivenza e in grado di
gestire la diversità culturale (e non
solo), non bastano discorsi generali…E’
necessario attuare interventi mirati e
necessitano risorse professionali e
finanziarie adeguate per non lasciare
solo gli insegnanti davanti a questi
problemi” (Errico Panini). Solo adulti
sostenuti, formati e motivati possono
risollevare le sorti della scuola,
adulti capaci di aiutare i ragazzi a
star insieme, a parlarsi, a dialogare, a
pensare con la propria testa, e
intessere rapporti positivi con tutti.
Gli altri comuni
Lo svolgimento della Settimana vede,
ormai, la partecipazione di migliaia di
bambini e di decine e decine di esperti
di alto livello. E’ diventato un
appuntamento molto richiesto e molto
partecipato. Molteplici sono le
occasioni d’incontri, di confronti, di
dibattito culturale, di formazione, di
nuove acquisizioni teoriche ed
esperienziali. Ogni edizione segna una
tappa nuova nella definizione e azione
di una sempre più avanzata ed articolata
cultura dell’infanzia.
La particolare fecondità di tale
iniziativa è stata considerata anche
come opportunità di interazione con
altre amministrazioni comunali. Già
nelle passate edizioni il coinvolgimento
organizzativo di altri comuni ha trovato
ottimi riscontri sul piano
dell’arricchimento del programma e della
disseminazione degli effetti benefici
contenuti nella filosofia e modalità
dell’iniziativa: in ogni comunità
partecipante si è determinato un
protagonismo nuovo dell’Ente locale (e
dei suoi servizi) in interazione
coordinata e coordinante con le scuole,
le famiglie e l’associazionismo.
La undicesima edizione vede la
partecipazione dei seguenti comuni:
Ceglie Messapica, Cisternino, Oria, San
Michele Salentino, San Pancrazio
Salentino, San Vito dei Normanni.
L’auspicio è che da una collaborazione
episodica, si passi, finalmente, alla
creazione di una rete di comunità che si
allei per la progettazione e
realizzazione di un sistema di
opportunità per l’affermazione di
diritti dei bambini e non solo.
Le delegazioni
La centralità della manifestazione è
costituita dalla presenza dei bambini e
delle delegazioni provenienti da altri
Paesi. Tali ospiti rappresentano
l’elemento catalizzatore dei temi
affrontati e delle iniziative in
svolgimento.
Si risponde in modo concreto al
desiderio dei bambini di incontrare
bambini di altri Paesi. Si realizzano
effettivi incontri sulla base dello
scambio paritario di risorse proprie
della civiltà di provenienza. Ogni anno
si sono conosciute storie e culture
nuove, alimentando quel flusso positivo
di comunicazione e di dialogo, che potrà
portare ad un nuovo Mediterraneo.
Nella presente edizione si è voluto
riconfermare l’interesse per l’area
sofferente del Medio Oriente: la
permanente tragedia dei bambini
israeliani e palestinesi non può
lasciarci indifferenti. Saranno presenti
giovani provenienti dalla martoriata
Gaza.
Dai Centri permanenti e dalle Case
famiglia giungeranno ragazzi iracheni,
afgani, egiziani…..intendiamo
valorizzarli come cittadini con pari
dignità e notevoli storie che inviatano
a pensare.
Il Burkina Faso ci donerà un incontro
tra i più nuovi e straordinari: un
incontro con un mondo povero, ma
emblematico della ricchezza culturale,
umana di un popolo sfortunato, ma che ha
tanto da insegnarci. Proprio da quel
Paese viene il miglior frutto della mia
vita familiare. Lì vogliamo realizzare
un Centro per la formazione di centinaia
di giovani, facendo diventare realtà il
sogno di Adama e Bertrand.
Si riconferma, altresì, la feconda
presenza degli amici albanesi per i
fitti e crescenti rapporti esistenti tra
i due Paesi e per il contributo
culturale ed umano che in ogni edizione
hanno portato.
Dall’ Iraq non potrà giungere la
delegazione multi religiosa, per
problemi burocratici incredibili, ma ci
è giunto un loro significativo
messaggio: “Noi bambini di tutte le
etnie della città di Kirkuk, vorremmo
ringraziare gli organizzatori e i
partecipanti di questa edizione della
Settimana dei bambini del Mediterraneo.
Noi eravamo molto entusiasti per la
nostra partecipazione e ci dispiace
tanto perché non ce l’abbiamo fatta ad
arrivare a voi, perché il Governo
iracheno non ci ha rilasciato i
passaporti in tempo reale per poter
avere il visto di ingresso in tempo
giusto. Nostri saluti a voi e a tutti
bambini partecipanti alla Settimana”.
A Ottobre a scuola, scuola
protagonista
Per lo svolgimento della “Settimana” è
stato scelto il mese di ottobre per due
ragioni.
Ottobre è vicino all’inizio delle
attività scolastiche e non sono avviate
quelle aggiuntive, quindi c’è più
disponibilità all’ascolto e alla
partecipazione. La scuola, quale agenzia
educativa principale, è la referente
privilegiata nella scelta e nella
definizione di ogni iniziativa rivolta
ai ragazzi.
Saranno i ragazzi a scuola che si
organizzeranno , con la guida e le
proposte dei docenti, per partecipare da
protagonisti nell'ospitare i ragazzi
provenienti da altri Paesi,
nell'attivare laboratori di giochi e di
storie, nel partecipare alle varie
iniziative programmate per la "
Settimana".
La seconda ragione è che essendo ottobre
il mese di avvio per tutti gli Organismi
sociali, in tal modo, essi potranno
utilizzare il restante periodo di lavoro
per sviluppare gli spunti e le idee
ricavate dalla " Settimana".
I fili di amicizia annodati potranno
essere tessuti; i contatti avviati
potranno essere coltivati; le idee
prodotte potranno essere ulteriormente
sviluppate.
L’Associazionismo per i diritti di
tutti… e non solo
Alla buona riuscita della iniziativa
collaborano vari protagonisti:le Scuole,
le famiglie, i ragazzi e le
Associazioni.
Si fa riferimento ad Enti ed ad
Associazioni di volontariato, ad
Organizzazioni culturali, impegnati in
particolari iniziative di affermazione
concreta dei diritti di tutti, della
promozione della cultura della
cittadinanza attiva e dell’
interculturalità. Essi danno un
contributo significativo alla ricchezza
di opportunità offerte dalla Settimana
dei bambini del Mediterraneo. Ricordo
per tutti l’UNITALSI, Oratorio SING,
Movimento per l’infanzia. Un contributo
importante viene offerto da alcuni
servizi previsti dal Piano di zona
(Servizi per la famiglia e Sportello
immigrati).
Un ruolo fondamentale lo svolgono le
famiglie: esse costituiscono l'asse
portante della fondamentale esperienza
di ospitalità, di incontri, di
condivisione e di mediazione.
<< Elaborare una cultura
intermediterranea alternativa…
Condividere una visione differenziata…
Le vecchie funi sommerse, che la poesia
si propone di ritrovare e di riannodare,
sono spesso state rotte o strappate
dall'intolleranza o dall'ignoranza
…Potremo fermare o impedire nuove
"divisioni" in ogni punto da Oriente a
Occidente ? >> (Pedrag Matvejevic)
Tutti i soggetti impegnati
nell’avventura della Settimana dei
bambini del Mediterraneo operano per
concretizzare una cultura
intermediterranea fatta di ponti e non
di muri, di cooperazione e non di
divisione. Accendono tanti fuochi di
pace per riannodare le vecchie funi
sommerse…….
Lorenzo Caiolo
Coordinatore della Settimana
locaiolo@libero.it
San Vito in
Rete
- Sito partner
ufficiale della "Settimana dei bambini del Mediterraneo"
Diario fotografico della
“Settimana dei bambini del Mediterraneo”
La festa di apertura
La festa di apertura
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San Vito dei Normanni
"C'era due volte
il Barone Lamberto"
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Ostuni - Scuola Pessina
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Festa degli esperti
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